Psicologia e malattie reumatiche.

Riportiamo alcuni celebri articoli a sostegno di un’ approccio multidisciplinare per la cura ed il sostegno dei pazienti Reumatici. Le evidenze scientifiche, a cui siamo felici di poter aggiungere anche il nostro studio, dimostrano come la componente psichica, non solo quella strettamente fisiologica, sia uno dei fattori scatenanti per l’insorgere di molti disturbi autoimmuni. In questa prospettiva l’intervento di tipo psicologico rappresenta certamente una valido strumento per aiutare i pazienti a raggiungere un livello più soddisfacente di adattamento migliorandone la qualità della vita.

I cinque tratti comuni nella personalità di persone affette da artrite reumatoide.
La gente che soffre di artrite reumatoide si trova in uno stato di tormento interiore; è probabile che sia eccessivamente cosciente del male, timorosa della critica, depressa con frequenza e con una cattiva immagine di sé stessa, dice il Dr. Robert Fathman, psicologo clinico di Dubli, Ohio. Lui e il medico Norman Rothermich, emerito professore presso l’Università Statale dell’Ohio, a Columbus, intrapresero uno studio per valutare i tratti di personalità di pazienti con artrite reumatoide.”Scoprimmo che hanno una personalità che li induce a sforzarsi eccessivamente ad essere gentili con gli altri, a non appoggiarsi sugli altri per cercare un sostegno emozionale e ad immagazzinare cose nel loro interiore, specialmente la rabbia” – spiega il dr. Fathman. E’ notevole la loro conformazione con questi tratti, che sembrano precedere al male invece di esserne il risultato.

Dicono: “tutto va bene”; ma non è così. Molti pazienti affetti da artrite reumatoide sono passati inoltre per una situazione prolungata di tensione o rabbia durante la loro vita, continua il dr. Fathman. Ma questa è gente che dirà che tutto è perfetto anche quando tale affermazione dista molto dalla verità.
“Una donna disse all’inizio che suo marito era meraviglioso – ricorda lo stesso medico ; ma quando cominciai a farle più domande, le lacrime cominciarono ad affiorirle agli occhi e confessò che prima di uscire per una passeggiata doveva sottomettersi ad una ispezione. Il marito prendeva un pettine per darle gli ultimi tocchi ai capelli, o le diceva quello di cui aveva bisogno per apparire meglio prima di uscire con lui. Il marito era molto “controllatore” e lei gli aveva permesso di esserlo.”
In ultima analisi, avverte il dr. Fathman, queste persone hanno tanta rabbia repressa, che “le divora”.
“La rabbia va contro la persona stessa ” e in questo caso, il simile può essere autentica realtà. Si considera che l’artrite reumatoide è una malattia autoimmune, in cui detto sistema va contro il corpo.

PROVE FISIOLOGICHE DI UN NESSO PSICOLOGICO
In uno studio classico, nel campo della psiconeuroimmunologia, il Dr.George Solomon (psichiatra californiano), e il Dr.Rudolf H.Moos, che all’epoca era nella facoltà di medicina di Stanford, scoprirono che la gente con predisposizione genetica all’artrite, ma che è emozionalmente sana, mantiene lontana la malattia.
I dottori Solom e Moos concentrarono la loro attenzione su un fattore sanguineo presente nella maggioranza dei pazienti di artrite reumatoide e in un 20% aprossimativo dei loro pazienti sani. Questo “fattore reumatoide” (è il nome con il quale si conosce) è un autoanticorpo che, per qualche peculiarità del sistema immunitario; “Una bomba ad orologeria genetica che scatta attraverso la salute emozionale.Il problema che si pone è il seguente: perché ci sono persone che rimangono in perfetta salute, nonostante la presenza nel sangue di questo autoanticorpo minaccioso? I dottori Salomon e Moos affermano che la risposta risiede nel loro profilo psicologico. I familiari, fisicamente sani, dei pazienti con artrite la cui prova del fattore reumatoide è risultata positiva, erano senza eccezione, persone emozionalmente sane. Invece i familiari liberi dall’autoanticorpo costituivano un campione psicologico rappresentativo della popolazione generale, in una scala che andava da gente emozionalmente sana a individui con disturbi considerevoli.itario, reagisce contro gli stessi anticorpi protettori dell’organismo.

“Questo ci fa pensare che se qualcuno ha il fattore reumatoide nel sangue, ma si mantiene in buone condizioni psicologiche, non contrae l’artrite – dice il dr. Solomon. Invece, se ha una predisposizione genetica e soffre lunghi periodi di ansia e/o depressione, o meglio vive un disturbo emozionale grave, ha un alto rischio di contrarre l’artrite.”

Poiché un 5% della popolazione generale è portatore di questo autoanticorpo legato all’artrite, le parole del Dr. Salomon risultano essere un avvertimento per tutti. La sua teoria di una certa relazione tra l’artrite reumatoide e la tensione emozionale sta incontrando ogni volta maggiore appoggio tra

medici e ricercatori.

LA TENSIONE COME DETONATORE

Prima il divorzio; poi l’artrite reumatoide giovanile.

Per esempio il dr. John Baum dell’Università di Rochester, esaminò le cartelle cliniche di 88 bambini che erano stati trattati per artrite reumatoide giovanile in un ospedale di Rochester. Scoprì che una gran percentuale di essi, molto maggiore che tra la popolazione generale, proveniva da famiglie “rotte” e nella metà di questi casi il divorzio o la morte di uno dei progenitori era accaduto entro un lasso di due anni dopo la manifestazione della malattia.

“E’ molto probabile che la tensione sia un detonatore dell’artrite giovanile” – afferma il dr. Baum. Probabilmente non la causa ma sì il detonatore”.

La stessa cosa si applica agli adulti, dice il medico Geroge Ehrlich, vecchio direttore della divisione di reumatologia alla Facoltà di Medicina Hahnemann e all’Ospedale di Filadelfia. La tensione emozionale può iniziare l’artrite reumatoide in una persona suscettibile, ed una volta che la malattia si è formalizzata, la tensione può peggiorarla.

“Una tensione acuta (perdita del lavoro, morte in famiglia, divorzio) può causare un’esplosione di artrite, perché diventa vulnerabile nell’individuo. Quando si è sotto tensione è facile aprire una breccia nelle difese del corpo. “Le irritazioni minori e continue sono meno impressionanti, ma possono essere ugualmente nocive.

“Esiste questa cosa che si chiama tensione sana, conviene il Dr.Ehrlich; per esempio, un lavoro stimolante che esercita la mente. E’ la tensione malsana e la frustrazione che lascia la persona esposta alla malattia.”

Perché le donne contraggono l’artrite quattro volte di più degli uomini.

Ci sono anche implicazioni sociali. ” Le donne soffrono di artrite reumatoidea fino a quattro volte di più degli uomini – spiega il dr. Robert Fathman – e credo che si deve a quello che facciamo alle bambine piccole nella nostra società. Insegnamo loro che arrabbiarsi non va bene.”

Il dr.Fathman assicura che un addestramento in materia di autoaffermazione, tecniche di rilassamento e terapia di gruppo tradizionale , aiutano i suoi pazienti affetti da artrite reumatoidea a vivere meglio. “Hanno dichiarato di sentire meno dolore e hanno potuto agire meglio. Sono stati capaci di identificare molto chiaramente la tensione con l’aumento del dolore.”

Secondo il dr. Ehrlich, nel reparto di artrite del Centro Medico Albert Einstein di Filadelfia, gli psicologi e psichiatri lavorano con i pazienti, insegnando loro ad affrontare la frustrazione e la tensione. Altre cliniche hanno usato tecniche di rilassamento per ridurre il dolore.

Anche l’attività sessuale può servire per alleviare il dolore. Quando i medici della Clinica di Disfunzione Sessuale, nell’Ospedale della Contea di Cook a Chicago, hanno interrogato 55 persone artritiche sull’attività sessuale, 24 – quasi la metà – ha dichiarato che il sesso non solo le faceva sentire meglio, ma che in realtà alleviava il dolore.L’età di questi pazienti variavano, dai ventenni fino ai settantenni. La maggioranza si trovava nella scala della maggiore età. ” I dati erano spesso impressionanti – commenta la d.ssa Wanda Sadoughi – direttrice della clinica. Non solo si riduceva il dolore, ma la persona ne era libera per varie ore.”

In che modo il sesso allevia i dolori artritici? ” Le ragioni possono essere varie – dice la d.ssa Sadoughi: qualcosa di biochimico e/o ormonale [n.d.t. avviene una scarica di cortisolo, emesso dalle ghiandole surrenali]; ma in ogni caso l’aspetto emozionale ha una grande importanza. E’ possibile che siano compresi i due fattori. Dopotutto la tensione è psicologica e fisiologica e il sesso può alleviare la tensione.”

Molte persone artritiche permettono che la malattia ponga un freno sessuale maggiore del necessario , continua la d.ssa Sadoughi, ed è un peccato. “Il sesso è una fonte meravigliosa di autostima, è quel sentimento di potersi dire “sono ancora desiderato”, “valgo ancora”.Un buon aggiustamento sessuale può migliorare la prospettiva che ha la persona della vita. Questi pazienti dello studio non hanno permesso che la malattia diventasse un impedimento.

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