Elettroshock!

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Quando le conoscenze sul funzionamento del cervello umano erano agli albori si pensava che, in casi di conclamata gravità una forte scossa localizzata potesse smuovere la materia cerebrale, come se all’interno del cranio ci fossero dei “cristalli” che in conseguenza dell’elettricità si mettessero in moto, e poi, si riposizionassero, nella speranza di una conformazione migliore della precedente. Nel frattempo il soggetto pativa convulsioni talmente forti da provocargli in alcuni casi lussazioni alle articolazioni o rottura degli arti. E i giorni seguenti il trattamento non erano certo migliori. Oggi l’intervento lo si fa in anestesia completa e l’elettricità viene mirata in zone particolari della corteccia cerebrale, il voltaggio si è abbassato, ma ancora non sappiamo con certezza perché dovrebbe funzionare. Certo qualche caso di gravissima depressione lo avrà anche guarito, ma i risultati non sono permanenti e gli effetti collaterali possono essere devastanti.  Oggi (Anno Domini 2008) c’è chi propone di aumentare il numero di centri italiani in cui poter effettuare questa “delicata” pratica. (Dott. Cristiano Pacetti)

Terapia Elettro Convulsivante

Aricolo su LaRepubblica 

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Un pensiero su “Elettroshock!

  1. Io ho una esperienza familiare devastante. Mia madre fu sottoposta a trattamento elettroconvulsivo 40 anni fa e ne paga le conseguenze ancora oggi. Pensavo che questa pratica folle e poco scentifica fosse stata abbandonata.

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