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	<title>Psicologo a Prato &#187; Psicofarmaci</title>
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	<description>Il cambiamento non è soltanto necessario per la vita. E' la vita.</description>
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		<title>Psicologo a Prato &#187; Psicofarmaci</title>
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		<title>Farmaci, psicofarmaci e parafarmaci.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 08:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito all&#8217;articolo di ieri sull&#8217;uso degli psicofarmaci, ho trovato oggi un&#8217;interessantissima ricerca effettuata sull&#8217;aumento delle prescrizioni dei farmaci in generale. L&#8217;articolo è molto ben scritto e molto, molto interessante, per leggerlo nella sua interezza cliccate QUI Di seguito voglio riassumere alcuni tra gli elementi più interessanti (a mio avviso) dello scritto. In Inghilterra, il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=299&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2010/05/socialized-medicine11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-301" title="socialized-medicine1" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2010/05/socialized-medicine11.jpg?w=300&#038;h=216" alt="" width="300" height="216" /></a></p>
<p>In merito all&#8217;articolo di ieri sull&#8217;uso degli psicofarmaci, ho trovato oggi un&#8217;interessantissima ricerca effettuata sull&#8217;aumento delle prescrizioni dei farmaci in generale. L&#8217;articolo è molto ben scritto e molto, molto interessante, per leggerlo nella sua interezza cliccate <a href="http://saluteinternazionale.info/2010/04/una-pillola-per-ogni-malattia/">QUI</a><br />
Di seguito voglio riassumere alcuni tra gli elementi più interessanti (a mio avviso) dello scritto.<br />
In Inghilterra, il numero di farmaci prescritti è raddoppiato negli ultimi 20 anni, con un incremento annuale che attualmente si attesta intorno al 4-5%.</p>
<ul>
<li>Le industrie farmaceutiche investono nel marketing dal 20 al 30% del proprio budget (significativo è il confronto con gli investimenti in ricerca e sviluppo, che rappresentano invece il 10-20%).</li>
<li>La medicalizzazione alimenta l’incremento dell’utilizzo di farmaci. I medici, sia come clinici sia come ricercatori, possono infatti contribuire, consapevolmente o inconsapevolmente, ad un’espansione dei limiti del patologico come è avvenuto ad esempio nell’ambito delle patologie psichiatriche (a questo proposito basti ricordare tutte le &#8220;nuove dipendenze&#8221; dallo shopping, alla dipendenza da <a href="http://canali.kataweb.it/salute/2010/04/30/tintarella-artificiale-come-una-droga-tanoressia-lossessione-e-una-malattia/">lampada abbronzante</a>).</li>
<li>Infine, (si legge sempre nella ricerca inglese) la capacità dei governi di agire come “potere contrastante” viene limitata dalle efficaci attività di lobby dell’industria e dal suo peso nell’economia del paese. Infatti, sebbene i governi abbiano un forte interesse a ridurre la spesa pubblica attraverso la regolamentazione dei prezzi dei farmaci, essi possono trovarsi in una situazione di conflitto per il concomitante desiderio di non danneggiare le industrie farmaceutiche, in quanto forniscono un valido contributo all’economia del paese.</li>
</ul>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/299/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=299&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Attacchi di panico ed ansiolitici</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 09:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi d&#039;ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
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		<description><![CDATA[Sempre più spesso è possibile assistere ad interventi da parte di medici sui diversi media che, senza troppo lasciare alla disanima dei casi proposti, consigliano di cominciare a prendere ansiolitici di varia natura alla prima comparsa di un attacco di panico (o addirittura alla prima comparsa di sintomi di natura ansiosa). Lungi da me l&#8217;idea [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=295&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2010/05/pillola.jpg"><img src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2010/05/pillola.jpg?w=300&#038;h=281" alt="" title="pillola" width="300" height="281" class="alignnone size-medium wp-image-296" /></a><br />
Sempre più spesso è possibile assistere ad interventi da parte di medici sui diversi media che, senza troppo lasciare alla disanima dei casi proposti, consigliano di cominciare a prendere ansiolitici di varia natura alla prima comparsa di un attacco di panico (o addirittura alla prima comparsa di sintomi di natura ansiosa). Lungi da me l&#8217;idea di pensare che questi siano i dettami di una logica di mercato che vede nel farmaco (e dello psicofarmaco più in particolare) una fetta consistente degli introiti delle case farmaceutiche. Resta allora da capire perché, si consiglia l&#8217;immediata assunzione di benzodiazepine, quasi senza neanche ascoltare i motivi ed il CONTESTO in cui il paziente accusa la comparsa dei sintomi di matrice ansiosa. Quello che più e più volte, assieme al collega Bargellini, abbiamo detto sulle pagine di questo blog, e che ancora oggi voglio io ribadire è che <em>una pillola, per quanto efficace non da un senso alle cose</em>, e rimane pertanto efficace solo e solamente nel momento in cui la si assume. Con questo non intendo certo svilire l&#8217;efficacia della farmacopea, che in alcune situazione è essenziale al superamento della patologia psichica (come, ad esempio nel caso di gravi depressioni o in gravissime sindromi ansiose), MA a questa si dovrebbe sempre affiancare un supporto tipo psicoterapeutico. La psicoterapia ad oggi è il più mirato e preciso intervento di modificazione psichica cui disponiamo. Certo c&#8217;è da saperla fare, ed è molto più difficile della prescrizione di una medicina. </p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/295/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=295&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Psicofarmaci: una breve introduzione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 15:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio perchè gli psicofarmaci non rappresentano il rimedio esclusivo o definitivo per il trattamento delle diverse manifestazioni di patologia mentale, mi sembra giusto rimandare il lettore ad alcune informazioni indispensabili. Ogni persona, non solo il clinico, dovrebbe possedere alcune conoscenze basilari riguardo una categoria farmacologica così diffusa e potenzialmente pericolosa. Più volte è stato ribadito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=269&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-270" title="Andy-Warhol-Grevy-s-Zebra--1983--164405" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/10/andy-warhol-grevy-s-zebra-1983-164405.jpg?w=455" alt="Andy-Warhol-Grevy-s-Zebra--1983--164405"   /><p class="wp-caption-text">Andy Warhol, 1983</p></div>
<p>Proprio perchè gli psicofarmaci non rappresentano il rimedio esclusivo o definitivo per il trattamento delle diverse manifestazioni di patologia mentale, mi sembra giusto rimandare il lettore ad alcune informazioni indispensabili. Ogni persona, non solo il clinico, dovrebbe possedere alcune conoscenze basilari riguardo una categoria farmacologica così diffusa e potenzialmente pericolosa. Più volte è stato ribadito come il farmaco rappresenti un valido sostegno solo se saputo somministrare e saputo togliere al giusto momento. Il rimedio farmacologico infatti, a differenza di una psicoterapia, non restituisce senso alle nostre sofferenze. Le due strategie  ( farmacologica e psicoterapeutica) possono e devono sapersi integrare. Proprio per questo motivo , suggerisco la lettura di questo articolo di Michele Conte. Il testo è semplice e ben fatto, segue uno stile divulgativo ma certamente non superficiale.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><a href="http:/www.ipsico.org/Capitoli%20libri/Gli%20psicofarmaci_parte.prima.pdf">Scarica il PDF: Gli psicofarmaci</a></span></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">Dott. Ettore Bargellini</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/269/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=269&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Attacchi di panico</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 10:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi d&#039;ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Descrivere un attacco di panico se non lo si è mai provato non è cosa facile. Infatti, al di là di qualsiasi definizione accademica, niente può rendere il senso di profondo terrore e la sensazione di morte o follia imminente che investe la persona senza che questa possa fare null’altro che subire. È come se [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=169&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.studio-international.co.uk/studio-images/munch/Weeping_Nude_b.jpg" alt="" /></p>
<p>Descrivere un attacco di panico se non lo si è mai provato non è cosa facile. Infatti, al di là di qualsiasi definizione accademica, niente può rendere il senso di profondo terrore e la sensazione di morte o follia imminente che investe la persona senza che questa possa fare null’altro che subire. È come se non ci fosse niente oltre quei minuti, come se il mondo intero si fosse cristallizzato in un unico orribile attimo di terrore. La tachicardia, l’affanno la sensazione che nulla sia reale…  parole. Queste sono solo parole di uno psicoterapeuta e non possono neanche avvicinarsi alla verità delle persone che l’hanno provata. Molto spesso le persone che soffrono di questo disturbo finiscono per vergognarsene, per rinunciare a parlarne perché per gli altri, sono loro “sani” non hanno niente di organico a scusare le loro crisi. Quasi vengono colpevolizzati “in fondo si ti senti male è perché ti ci vuoi sentire”.</p>
<p>Oggi in televisione si vedono sempre più di frequente psichiatri e medici generici che inneggiano all’uso di psicofarmaci, decantandone i benefici e l’immediatezza dei risultati. Una pasticca e l’attacco passa. Un’altra pasticca e un altro attacco passa. Poi, magari un giorno si finiscono le pasticche… e ci si accorge che la paura non è finita. Se una cosa la psicoterapia la sa fare bene è proprio quella di curare le patologie di spettro ansioso (cui gli attacchi di panico sono un esimio esponente). Allora il dubbio è che ancora una volta le case farmaceutiche si prendano il lusso di fare diagnosi e cura, senza considerare null’altro che il loro, già gonfio, portafoglio.</p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/169/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=169&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le allucinazioni degli iperattivi</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 13:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno studio scientifico che appare sul numero di febbraio di &#8216;Pediatrics&#8217;, riporta che i bambini in cura con farmaci contro la sindrome dell&#8217;iperattivita&#8217; e del deficit di attenzione (Adhd) potrebbero avere un rischio di allucinazioni e di sintomi psicotici superiore ai bimbi che non assumono questi farmaci. In particolare, alcuni piccoli subiscono la sgradita sensazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=108&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-109" title="bartdiavolo" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/01/bartdiavolo.jpg?w=455" alt="bartdiavolo"   /></p>
<p>Uno studio scientifico che appare sul numero di febbraio di &#8216;Pediatrics&#8217;, riporta che i bambini in cura con farmaci contro la sindrome dell&#8217;iperattivita&#8217; e del deficit di attenzione (Adhd) potrebbero avere un rischio di allucinazioni e di sintomi psicotici superiore ai bimbi che non assumono questi farmaci. In particolare, alcuni piccoli subiscono la sgradita sensazione di essere &#8216;attaccati&#8217; da insetti, vermi o serpenti. La ricerca è stata curata dagli esperti del Center for Drug Evaluation and Research della Food and Drug Administration e del Department of Health and Human Services di Rockville. L&#8217;obiettivo della era quello di approfondire le conoscenze sulla capacita&#8217; dei farmaci psicostimolanti di indurre effetti collaterali nella sfera psichiatrica e determinare la frequenza di queste reazioni. Per questo, sono stati analizzati i dati raccolti con i trial clinici e per la sorveglianza post-marketing di questi prodotti, approvati o attualmente in sviluppo, per il trattamento dell&#8217;Adhd. Fra i farmaci piu&#8217; usati contro la sindrome dell&#8217;iperattivita&#8217;, Ritalin e Focalin XR di Novartis, Adderall XR di Shire, Concerta di Johnson &amp; Johnson&#8217;s e Strattera di Eli Lilly.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/108/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=108&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Psicologo e Psichiatra: meglio collaborare</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 10:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>
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		<category><![CDATA[Psichiatra]]></category>
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		<description><![CDATA[  Sebbene lo psicologo e lo psichiatra siano professionisti con percorsi formativi e modalità d’intervento diverse è ormai totalmente superato lo stereotipo che vorrebbe le due figure in antitesi tra loro. Troppo spesso si è ritenuto che l’intervento dello psicologo sia del tutto scisso ed alternativo a quello dello psichiatra. Non è difficile sentirsi dire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=68&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;" align="left"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;"><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/staffetta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-69" title="staffetta" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/staffetta.jpg?w=455" alt=""   /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;" align="left"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;" align="left"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Sebbene lo psicologo e lo psichiatra siano professionisti con percorsi formativi e modalità d’intervento diverse è ormai totalmente superato lo stereotipo che vorrebbe le due figure in antitesi tra loro. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Troppo spesso si è ritenuto che l’intervento dello psicologo sia del tutto scisso ed alternativo a quello dello psichiatra. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Non è difficile sentirsi dire dalle persone ,anche dai medici, frasi del genere: “lo psichiatra è quello che ti imbottisce di psicofarmaci, lo psicologo invece è quello che parla. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Tutto questo, oltre che falso, rappresenta un’idea fuorviante e controproducente per i pazienti. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Tale imprecisione infatti <span> </span>ha portato nel tempo ad una visione frammentaria, dicotomica, sia della salute mentale, sia degli interventi per promuoverla. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Insisto nel ribadire che l’approccio di stampo medicale- farmacologico, caratteristico della psichiatria, non esclude<span>  </span>quello di carattere dialogico -<span>  </span>interpretativo<span>  </span>tipico dell’intervento psicologico. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Numerose evidenze scientifiche, oltre che all’esperienza clinica, dimostrano come molte diagnosi<span>  </span>rispondano in tempi più brevi e con risultati più duraturi nel tempo quando l’intervento di tipo farmacologico viene integrato con quello psicologico. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Spesso l’urgenza sintomatologica più acuta ed invalidante può essere contenuta attraverso il rimedio farmacologico, esso però non deve rappresentare l’unica risposta al disagio. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Durante il mio lavoro come psicologo a Prato mi è spesso capitato di collaborare, con ottimi risultati e con grande soddisfazione, con psichiatri e medici di base. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">L’immagine che spesso utilizzo per rappresentare la nostra collaborazione è quella della staffetta: </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">può capitare infatti che molti pazienti si siano rivolti, come primo approccio ai propri disturbi, allo psichiatra il quale dopo una valutazione diagnostica ed un attenuamento dei sintomi può lasciare il testimone allo psicologo. </span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Così mentre quest’ultimo lavorerà con il paziente per capire e risolvere i meccanismi psichici alla base delle sue sofferenze, il primo<span>  </span>si muoverà<span>  </span>sullo sfondo, aiutando il paziente nel progressivo scalaggio del farmaco evitandone la dipendenza fisica e psichica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;" align="left"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Dott. Ettore Bargellini</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/68/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=68&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
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			<media:title type="html">staffetta</media:title>
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		<title>Attention Deficit Hyperactivity Disorder</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 09:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Disturbo da deficit dell&#8217;attenzione e iperattivita&#8217; (Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) insorge di norma nella prima infanzia, prima dei sette anni, e per poterlo diagnosticare deve mantenere il quadro sintomatologico per almeno 6 mesi. Secondo il DSM IV (il manuale di riferimento per gli psichiatri) esistono tre possibili varianti di questo disturbo: 1) ADHD [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=39&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:9pt;line-height:115%;"><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/06/bart-simpson-generator.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-40" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/06/bart-simpson-generator.gif?w=300&#038;h=160" alt="" width="300" height="160" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:9pt;line-height:115%;">Il Disturbo da deficit dell&#8217;attenzione e iperattivita&#8217; (Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) insorge di norma nella prima infanzia, prima dei sette anni, e </span><span style="font-size:9pt;line-height:115%;">per poterlo diagnosticare deve mantenere il quadro sintomatologico per almeno 6 mesi. Secondo il DSM IV (il manuale di riferimento per gli psichiatri) esistono tre possibili varianti di questo disturbo:</span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-size:9pt;line-height:115%;"><span>1)<span style="font:7pt;"> </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">ADHD<span> </span>a predominanza di iperattivita&#8217; e impulsivita&#8217;, cui manifestazioni principali sono l’essere irrequieto, non riuscire a restare seduto in classe, correre di qua e di la, arrampicarsi, difficolta&#8217; a impegnarsi nel tempo libero, difficolta&#8217; ad aspettare il proprio turno, etc.</span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-size:9pt;line-height:115%;"><span>2)<span style="font:7pt;"> </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">ADHA a predominanza di disturbi dell’attenzione: spesso il bambino non riesce a mantenere l’attenzione nei compito o nelle attività propostegli, ha difficoltà ad ascoltare quando gli si parla direttamente, è facilmente distraibile da stimoli esterni, etc.</span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-size:9pt;line-height:115%;"><span>3)<span style="font:7pt;"> </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Tipo misto: un mix di quanto sopra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Questi bambini “terribili” vengono come già scritto, curati in America con degli psicofarmaci, al fine di riportargli a degli standard societari più accettabili senza cambiare i modi di rapportarsi dei genitori ai loro figli, semplicemente si “cambia” il figlio. Senza mettere in discussione il programma scolastico o il metodo d’insegnamento (magari non così interessante nell’epoca della velocita&#8217;) si dosa una pillola e si aspetta che il “piccolo barbaro” si plachi. Io credo che qualunque comportamento sia in parte figlio del contesto (dell’ambiente) e in parte frutto della persona, nel caso di un bambino la sua plasticità, il suo essere in divenire, dovrebbe essere elemento sufficiente per far sì che la soluzione fosse cercata in chi ha d’intorno, non in lui. Che si torni a fare i genitori e gli insegnanti come si deve è certo più difficile che apporre una firma su una ricetta medica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;">Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/39/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=39&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ritalin</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 14:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo dell'attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ritalin]]></category>

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		<description><![CDATA[  In America ormai da decenni una delle diagnosi più frequentemente utilizzate nei confronti dei bambini con un età compresa tra i 6 e i 13 anni è quella di &#8220;disturbo da deficit dell&#8217;attenzione e iperattività&#8221;. Questa diagnosi autorizza gli psichiatri a prescrivere al piccolo una medicina il cui nome è &#8220;Ritalin&#8221;. Purtroppo questa usanza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=36&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/06/ritalin.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-38" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/06/ritalin.jpg?w=300&#038;h=272" alt="" width="300" height="272" /></a> </p>
<p>In America ormai da decenni una delle diagnosi più frequentemente utilizzate nei confronti dei bambini con un età compresa tra i 6 e i 13 anni è quella di &#8220;disturbo da deficit dell&#8217;attenzione e iperattività&#8221;. Questa diagnosi autorizza gli psichiatri a prescrivere al piccolo una medicina il cui nome è &#8220;Ritalin&#8221;. Purtroppo questa usanza si sta sviluppando anche da noi. Ma prima di parlare della diagnosi (cosa che avverrà nel prossimo articolo) vorrei illustrarvi che cosa è il questa pillola. Il Ritalin (cui nomi commerciali possono essere: Ritalin, Ritalina, Concerta (capsule a rilascio prolungato), Metadate, Methylin e Rubife) è composto da uno stimolante analogo alle amfetamine, il metilfenidato (MPH). Dall&#8217;otto Marzo 2007 è possibile acquistarlo anche in Italia sotto la prescrizione medica. I bambini sotto trattamento con Ritalin hanno spesso nel breve termine dei miglioramenti comportamentali (almeno per quanto riguarda le persone che devono avere a che fare con loro), risultano più gestibili e attenti in classe, meno &#8220;bizzosi&#8221; coi genitori e più ligi alle regole che fino a quel momento i genitori non erano riusciti a far rispettare. A lungo termine però gli effetti del Ritalin non sono ancora stati indagati con efficacia, si sa però che nel bambino si struttura una dipendenza dalla sostanza, cosa questa che da sola, potrebbe bastare a sconsigliarne l&#8217;uso, ma i denaro in gioco è tanto (troppo) e molto spesso la via più semplice (una pasticca) è certo più luccicante di quella più difficile (imparare a fare il genitore).</p>
<p style="margin-bottom:0;">Dott. Cristiano Pacetti</p>
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		<title>Dipendenza da psicofarmaci?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 11:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Psicofarmaci]]></category>

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<p style="margin-bottom:0;">Questo  spazio mi offre la possibilità di intervenire su un argomento quanto mai delicato ed attuale. Come è noto l’essere umano può stabilire rapporti di dipendenza con un numero potenzialmente infinito di sostanze e  tra queste possiamo certamente rintracciare anche gli psicofarmaci. Dopo un periodo di eccessivo entusiasmo da parte della comunità scientifica ,oggi ogni medico, come ogni altro specialista di salute mentale, ha ben chiari sia i vantaggi che i rischi legati all’assunzione di psicofarmaci. In Italia, come nel resto del mondo, gli psicofarmaci rappresentano una delle categorie farmacologiche più prescritte ed utilizzate, negli ultimi 20 anni la loro eccezionale diffusione ha purtroppo comportato la progressiva diffusione di fenomeni legati all’abuso ed alla dipendenza da essi.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span id="more-15"></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">In primo luogo è doveroso ricordare che gli psicofarmaci sono rimedi assai potenti  in grado di incidere profondamente sugli umori, i comportamenti e gli equilibri di una persona; la loro assunzione necessita pertanto l’indispensabile prescrizione da parte di un medico o (meglio ancora) uno psichiatra.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Inoltre è determinante un regolare monitoraggio del paziente da parte dello specialista onde evitare proprio quei fenomeni legati alla dipendenza, l’auto prescrizione oppure la perdita di efficacia da parte del farmaco. Il  rischio che un individuo corre nell’assumere psicofarmaci  per lunghi periodi, è proprio legato alla possibilità che la sostanza perda  la sua  efficacia e che il soggetto abbandoni le sue iniziali aspettative miracolistiche rispetto ad esso. In questo modo la persona trova nel farmaco una blanda soluzione di contenimento rispetto ai propri sintomi  senza però risolverli definitivamente,  Allo stesso tempo teme  di abbandonare il farmaco per evitare di vedere acuire  le sue  problematiche. Il rimedio farmacologico si trasforma per tanto in una stampella alla quale il paziente  si sente costretto a ricorrere confermando la sua percezione di debolezza e ridotta autonomia. A questo punto il passo per  precipitare verso  un rapporto di dipendenza con gli psicofarmaci diventa breve, infatti la consapevolezza che anni di cura farmacologica non abbiano aiutato la persona ad uscire dal proprio malessere si aggiunge all’incapacità di sospenderne l’utilizzo,  costringendo l’individuo a rassegnarsi ad un  ricorso forzato a tale sostanza.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Se gli psicofarmaci rappresentano l’unica  via di soluzione ad un problema è  possibile che il soggetto vi si affidi totalmente, ma se i sintomi persistono è altrettanto probabile che la persona non sia capace di tornare indietro, continuando a pensare a se stessa, non solo come malata, ma anche come dipendente. Questo non significa che la risoluzione di problematiche di ordine psicopatologico sia impossibile, anzi.</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Come dimostra la letteratura scientifica un intervento di tipo farmacologico integrato ad un percorso di tipo psicoterapeutico rappresenta la modalità più efficace, duratura e con più alta percentuale di riuscita che il paziente possa adottare. Infatti, sebbene i  farmaci  possiedano un indiscutibile effetto nel contenere, ridurre e sedare i sintomi psicopatologici  non hanno alcuna capacità nel restituire un senso ai disagi sofferti dalla persona.</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>La psicoterapia risponde proprio a questa esigenza: aiutare il paziente nella ricerca di un significato  alle proprie sofferenze e nella individuazione di risorse alternative a quelle comunemente adottate per la loro soluzione.</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"> Dott. Ettore Bargellini</p>
<p style="margin-bottom:0;">&nbsp;</p>
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