<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Psicologo a Prato &#187; Curiosità</title>
	<atom:link href="http://psicologo-prato.com/category/curiosita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://psicologo-prato.com</link>
	<description>Il cambiamento non è soltanto necessario per la vita. E' la vita.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2012 15:59:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='psicologo-prato.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Psicologo a Prato &#187; Curiosità</title>
		<link>http://psicologo-prato.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://psicologo-prato.com/osd.xml" title="Psicologo a Prato" />
	<atom:link rel='hub' href='http://psicologo-prato.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>la psicologia ed il Reparto di Reumatologia d Prato</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2011/02/08/la-psicologia-ed-il-reparto-di-reumatologia-d-prato/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2011/02/08/la-psicologia-ed-il-reparto-di-reumatologia-d-prato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 17:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie Reumatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicosomatica]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[reumatismi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologo-prato.com/?p=326</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; con l&#8217;orgoglio di chi ha visto crescere giorno dopo giorno un progetto e l&#8217;ha visto diventare grande e forte che pubblichiamo l&#8217;articolo che il Tirreno ci ha dedicato. Non vorremmo aggiungere altro se non la nostra gratitudine a chi a creduto che questo potesse diventare possibile e ha dato il suo contributo. &#160; Atmar-tirreno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=326&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; con l&#8217;orgoglio di chi ha visto crescere giorno dopo giorno un progetto e l&#8217;ha visto diventare grande e forte che pubblichiamo l&#8217;articolo che il Tirreno ci ha dedicato. Non vorremmo aggiungere altro se non la nostra gratitudine a chi a creduto che questo potesse diventare possibile e ha dato il suo contributo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2011/02/atmar-tirreno-copia.pdf">Atmar-tirreno copia</a></div>
<p>Dott. Cristiano Pacetti &amp;</p>
<p>Dott. Ettore Bargellini</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/326/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/326/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/326/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/326/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/326/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/326/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/326/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/326/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=326&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2011/02/08/la-psicologia-ed-il-reparto-di-reumatologia-d-prato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Stress: un&#8217;altro modo per affrontarlo (parte 1)</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2010/06/09/stress-unaltro-modo-per-affrontarlo-parte-1/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2010/06/09/stress-unaltro-modo-per-affrontarlo-parte-1/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologia]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[problemi sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo a Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicosomatica]]></category>
		<category><![CDATA[Stress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologo-prato.com/?p=307</guid>
		<description><![CDATA[Stress: una forma di linguaggio! Cosa pensereste se vi dicessimo che lo stress, per quanto spiacevole sia, rappresenti soltanto una delle svariate forme di comunicazione a disposizione dell’uomo? Per spiegare questo concetto c’è bisogno di fare un passo indietro e partire da uno degli assiomi fondamentali della comunicazione umana: “ l’uomo non può non comunicare”. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=307&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2010/06/opera_mostra_bruce_nauman.jpg"><img src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2010/06/opera_mostra_bruce_nauman.jpg?w=400&h=296" alt="bruce nauman" width="400" height="296" /></a></p>
<p>Stress: una forma di linguaggio!</p>
<p>Cosa pensereste se vi dicessimo che lo stress, per quanto spiacevole sia, rappresenti soltanto una delle svariate forme di comunicazione a disposizione dell’uomo?<br />
Per spiegare questo concetto c’è bisogno di fare un passo indietro e partire da uno degli assiomi fondamentali della comunicazione umana: “ l’uomo non può non comunicare”.<br />
Questa sentenza così lapidaria ci ricorda che ogni nostro comportamento, azione e persino sintomo può e deve essere inscritto all’interno di una qualche relazione.</p>
<p>Ok, se siete degli eremiti e passate la vostra esistenza nella solitudine più severa, forse avete sbagliato lettura. Tutto il resto degli individui che vive e lavora a contatto con propri simili può proseguire.</p>
<p>In funzione di quanto appena scritto ogni situazione che prevede la presenza di almeno due persone riconosce alla totalità delle nostre manifestazioni una funzione comunicativa. Di conseguenza, a prescindere dall’ambiente, dobbiamo concludere che se le persone condividono lo stesso spazio esse sono continuamente impegnate a comunicare. A pensarci bene la nostra vita è interamente scandita da contatti con l’Altro.<br />
La famiglia, la coppia, la scuola, lo sport e, dulcis in fundo, il lavoro.<br />
Certo, le forme d’espressione del nostro repertorio sono molteplici, più o meno efficaci e volontarie; così tutto quel corteo sintomatologico che accompagna lo stress lavorativo può assumere un significato per coloro che ci circondano. Sebbene possa apparire come un dramma tutto personale, lo stress sul lavoro nasce e si esprime prevalentemente in un luogo condiviso con l’Altro (colleghi, clienti, superiori, ecc.)<br />
Di conseguenza gli altri, non solo contribuiscono attivamente al nostro stress, ma ad esso reagiscono e possono essere parte della sua soluzione.<br />
Nella maggior parte dei casi chi lavoro sotto la gogna dello stress non riesce a interpretare e gestire le proprie difficoltà all’interno delle relazioni che vive, manca cioè di una visione più ampia e interconnessa all’altro. La tendenza più comune è quella di chiudersi nel proprio problema, ritenendo gli altri inadatti, insensibili, responsabili delle nostre sventure o incapaci di poterle risolvere. In definitiva ci escludiamo dalla possibilità di vedere il problema attraverso una prospettiva allargata, gli esperti direbbero sistemica, che faccia leva sugli aspetti relazionali dello stress. Le manovre di sterile irrigidimento e chiusura sono evidenti nei tipici processi mentali del lavoratore stressato. Si stabiliscono di fatto pensieri ricorsivi e senza via d’uscita che imprigionano il pensiero in uno schema tanto ripetitivo quanto inutile.<br />
Il tipico esempio è quello di una persona (e ce ne sono molte) che vive il lavoro come una tortura insopportabile, consacrando l’intera giornata a pensare al momento in cui tornerà a casa per mettersi finalmente a riposo. Lavora al limite della sopportazione, costantemente sull’orlo di una crisi, vorrebbe risolvere il problema ma in realtà confida soltanto nel momento tanto atteso in cui tornerà a casa, come sempre sfinito, per gettarsi sul divano o sprofondare sul letto. In sostanza si è rassegnato a sopportare, non ad affrontare la situazione, si rimette passivamente alla fuga dal lavoro una volta arrivate le tanto agognate cinque del pomeriggio.<br />
Finalmente torna a casa! Teso, traumatizzato da otto ore di calvario quotidiano, non gli sono rimaste energie neanche per salutare la moglie. L’abbonamento in palestra è scaduto ormai da mesi e gli amici hanno smesso da tempo di provare a coinvolgerlo. In effetti quando una persona torna da lavoro in condizioni tanto disastrate pensa soltanto a una cosa: riposare.<br />
Così lui ci prova a recuperare ma&#8230; strano, non ci riesce fino in fondo. C’è un pensiero ridondante e molesto che pare non abbandonarlo più: domani deve andare a lavoro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/307/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=307&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2010/06/09/stress-unaltro-modo-per-affrontarlo-parte-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2010/06/opera_mostra_bruce_nauman.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">bruce nauman</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Bevi responsabilmente</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2009/06/19/bevi-responsabilmente/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2009/06/19/bevi-responsabilmente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 08:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alcol]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani e alcol]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=197</guid>
		<description><![CDATA[La frase che da il titolo a questo post è completamente priva d&#8217;ogni possibile significato. Non esiste un modo &#8220;responsabile&#8221; di bere alcolici perché non esistono quantità minime consigliate. L&#8217;OMS ha infatti da tempo classificato l&#8217;alcol nella categoria &#8220;droghe&#8221; togliendo qualunque soglia di sicurezza alle bevande alcoliche. L’alcol è altresì la principale causa di incidente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=197&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La frase che da il titolo a questo post è completamente priva d&#8217;ogni possibile significato. Non esiste un modo &#8220;responsabile&#8221; di bere alcolici perché non esistono quantità minime consigliate. L&#8217;<a href="http://www.who.int/en/">OMS</a> ha infatti da tempo classificato l&#8217;alcol nella categoria &#8220;droghe&#8221; togliendo qualunque soglia di sicurezza alle bevande alcoliche. L’alcol è altresì la principale causa di incidente stradale, come riportato in questo bell’articolo sul <a href="http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/cialuanto/lincidenza_di_alcol_e_droghe_sui_disastri_stradali">blog di Ciannilli Luigi Antonio</a>. Ogni giorno la conta dei giovanissimi morti in lamiere contorte è un macabro e infinitamente triste rito che si ripete uguale a sé stesso, per noi che lo guardiamo ma che ha dietro uno strazio (quello dei sopravvissuti, genitori e parenti) difficilmente immaginabile. Lo stato che fa? Citando De André si potrebbe dire che: “<em>S’arrabbia, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità</em>”. Perché se da una parte abbassa il tasso alcolico rilevabile in un guidatore dall’altra permette cose vergognose come questa:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-198" title="Jack" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/06/jack.jpg?w=204&h=300" alt="Jack" width="204" height="300" /></p>
<p>L’età media degli avventori di un noto locale fiorentino era attorno ai 17 anni, e fra i tavolini all’aperto vagano due ragazzi molti carini (un ragazzo e una ragazza), questi PR avvicinavano chiunque gli passasse a tiro ed il compito che avevano era quello di consegnare dei “gratta e vinci” sponsorizzati dalla <a href="http://www.jackdaniels.com/Responsibility/Default.aspx">Jack Daniel’s</a>. All’interno di questi tagliandi 4 possibili cocktails realizzabili con il suddetto whiskey. Grattando e trovando le giuste combinazioni di frutta si potevano vincere T-shirt, cappellini, moschettoni ecc, (tutto a marchio Jack Daniel’s). Senza contare lo slogan che accompagna la nuova campagna: “Jack on the Beach” (bere whiskey in spiaggia&#8230;l&#8217;apoteosi del benessere!).  A mio personale parere di uomo prima che di clinico trovo assolutamente riprovevole che si permetta la diffusione di certe strategie di marketing che vanno a colpire direttamente i giovanissimi, uno ad uno, istigandoli (perché di istigazione si tratta) a bere alcolici.  Non è moralmente accettabile che  si possa fare pubblicità così ad una delle principali cause di morte (diretta o indiretta) dei giovani.</p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/197/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=197&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2009/06/19/bevi-responsabilmente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/06/jack.jpg?w=204" medium="image">
			<media:title type="html">Jack</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Anoressia in passerella</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2009/04/28/anoressia-in-passerella/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2009/04/28/anoressia-in-passerella/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 14:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=129</guid>
		<description><![CDATA[Il termine anoressia si riferisce alla perdita di appetito, mentre nervosa indica le motivazioni emozionali del disturbo. Il termine anoressia è per lo più inappropriato in quanto molti soggetti anoressici non perdono appetito o intresse per il cibo. Anzi mentre digiunano, molti di loro manifestano una sorta di ossessione per il cibo; arrivano perfino a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=129&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.primadanoi.it/FOTO/proana/proana4.jpg" alt="image" /></p>
<p>Il termine anoressia si riferisce alla perdita di appetito, mentre nervosa indica le motivazioni emozionali del disturbo. Il termine anoressia è per lo più inappropriato in quanto molti soggetti anoressici non perdono appetito o intresse per il cibo. Anzi mentre digiunano, molti di loro manifestano una sorta di ossessione per il cibo; arrivano perfino a leggere continuamnete libri di cucina e a preparare manicaretti per la loro famiglia.</p>
<p>Da un punto di vista psicodinamico M. Selvini Palazzoli scrive che “il cibo non è per le anoressiche affatto negativo come cosa in sé, […] ma è amabile, desiderabile, interessante, importante, continuamente presente allo spirito […]. È l’atto di cibarsi che è divenuto angoscioso e pericoloso. Nessuna azione, neppure un delitto, assume per l’anoressica un significato di auto-degradazione e sconfitta quanto il satollarsi”. (1981, p. 83-84). </p>
<p>Quattro sono i criteri diagnostici per l’anoressia nervosa:</p>
<ul>
<li>Peso corporeo inferiore all’85% del peso normale per età e statura</li>
<li>Intensa paura d’ingrassare che non si attenua neppure col forte dimagrimento</li>
<li>Percezione distorta del proprio corpo</li>
<li>Nei soggetti di sesso femminile lo stato di emaciazione estrema causa spesso amenorrea (interruzione del ciclo mestruale)</li>
</ul>
<p>Il D.S.M. IV distingue due tipologie di anoressia nervosa, una definita come sottotipo con restrizioni dove il decremento ponderale è dovuto a restrizioni alimentari; l’altra chiamata sottotipo con abbuffate/condotte di eliminazione in cui il paziente fa seguire a grandi abbuffate condotte di tipo eliminatorio come procurarsi il vomito o prendere forti quantità di lassativi.</p>
<p>Fin qui la la descrizione, sempre più spesso però sulle passerelle delle grandi firme della moda si vedono &#8220;arrancare&#8221; donne che non hanno niente di sano e, cosa ben più grave, che si pongono come modelle/modello per le coetanee. So di non dire niente di nuovo, so che questo argomento viene ciclicamente trattato in tv, tra un&#8217;intervista e una ricetta, ma ogni volta lo stupore mi sovrasta. Come mi sorprende che la moda si sorprenda (perdonate il gioco di parole) del successo di ogni nuova testimonial un pò più in carne rispetto alle colleghe.</p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/129/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=129&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2009/04/28/anoressia-in-passerella/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.primadanoi.it/FOTO/proana/proana4.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">image</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il senso del ritmo è innato</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2009/02/18/il-senso-del-ritmo-e-innato/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2009/02/18/il-senso-del-ritmo-e-innato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 10:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=112</guid>
		<description><![CDATA[Il senso del ritmo si manifesta nei bambini prima di quanto si pensasse. Un team di ricercatori internazionali ha osservato le reazioni del cervello di un gruppo di bebè di due o tre giorni di vita per mezzo della risonanza magnetica e ha scoperto che i neonati riuscivano a seguire in modo coerente il ritmo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=112&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-113" title="baby_drummer-2" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/01/baby_drummer-2.jpg?w=455" alt="baby_drummer-2"   /></p>
<p>Il senso del ritmo si manifesta nei bambini prima di quanto si pensasse. Un team di ricercatori internazionali ha osservato le reazioni del cervello di un gruppo di bebè di due o tre giorni di vita per mezzo della risonanza magnetica e ha scoperto che i neonati riuscivano a seguire in modo coerente il ritmo della musica, reagendo quando la si interrompeva.<br />
<strong>LO STUDIO -</strong> Per lo studio, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, sono stati esaminati 14 piccolissimi. Gli scienziati hanno osservato nel loro cervello un&#8217;attività elettrica simile a quella delle rispettive 14 madri (che li tenevano in braccio) esaminate simultaneamente durante una seduta in cui è stata suonata musica con un forte ritmo. Le risonanze magnetiche al cervello hanno rivelato che i bebè seguivano il ritmo e, come chiunque ascolti della musica, hanno cominciato ad anticipare le note, aspettandosi che il batterista continuasse con lo stesso ritmo e reagendo se invece si interrompeva.</p>
<p><strong>CONSEGUENZE -</strong> La scoperta potrebbe cambiare il modo in cui i medici considerano le abilità musicali dei bambini, ha dichiarato un o degli autori dello studio, Istvan Winkler della Hungarian Academy of Sciences di Budapest. Molti ricercatori hanno finora pensato che i bambini imparino la musica ascoltando gli adulti, ma la nuova ricerca suggerisce che il ritmo potrebbe essere un&#8217;abilità innata, «già scritta nel cervello umano». E sarebbe una qualità prettamente umana: non dipenderebbe dal fatto di sentire il battito del cuore della mamma o la sua voce quando il feto è ancora nell&#8217;utero. I ricercatori fanno infatti notare che i primati a noi più vicini, gli scimpanzè, sentono anch&#8217;essi il battito del cuore materno prima di nascere, e tuttavia non hanno il senso del ritmo.</p>
<p><!-- google_ad_section_end --></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/112/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=112&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2009/02/18/il-senso-del-ritmo-e-innato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/01/baby_drummer-2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">baby_drummer-2</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Freud e la cocaina</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2008/12/22/freud-e-la-cocaina/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2008/12/22/freud-e-la-cocaina/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 16:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Droga]]></category>
		<category><![CDATA[Freud]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[vin Mariani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=99</guid>
		<description><![CDATA[    Quella che segue è l&#8217;introduzione scritta dal dottor Bargellini per una nuova edizione di un vecchio classico della psicoanalisi ovvero: &#8220;Sulla Cocaina&#8221; di S. Freud. Nella speranza che possa stimolare la vostra curiosità alla lettura.   Se escludiamo l&#8217;alcool sniffare, fumare, assumere cocaina rappresenta adesso la modalità più comune per accedere a stati di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=99&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;font-family:&quot;"><em></em></span> <img class="alignnone size-medium wp-image-101" title="vinmariani1" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/12/vinmariani1.jpg?w=238&h=300" alt="vinmariani1" width="238" height="300" /></p>
<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;font-family:&quot;"><em></em></span> </p>
<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;font-family:&quot;"><em>Quella che segue è l&#8217;introduzione scritta dal dottor Bargellini per una nuova edizione di un vecchio classico della psicoanalisi ovvero: &#8220;Sulla Cocaina&#8221; di S. Freud. Nella speranza che possa stimolare la vostra curiosità alla lettura.</em></span></p>
<p class="MsoNormalCxSpFirst" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p>Se escludiamo l&#8217;alcool sniffare, fumare, assumere cocaina rappresenta adesso la modalità più comune per accedere a stati di alterazione psicofisica . La cocaina non è più esclusiva degli strati abbienti della società, non è appannaggio di fotomodelle o imprenditori, oggi la polvere bianca si trova  raccolta in &#8220;pezzi&#8221;, appallottolata in piccole confezioni di cellofan nelle tasche della gente comune, nelle borsette delle signore, nelle mutande degli spacciatori, negli zaini degli studenti, nella cassaforte dei politici,  ovunque. L&#8217;hanno beccata disciolta nelle acque dell&#8217;Arno in percentuali imbarazzanti, ce ne sono residui nella maggior parte delle banconote che maneggiamo (non tutti si possono permettere il foglio da cento come Scar face), viene scaldata, poi la si frantuma (di solito con la stessa carta di credito utilizzata per prelevare i soldi) suddivisa in strisce o &#8220;botti&#8221;,  poi si tira su. Sniff, da una narice, sniff ,dall&#8217;altra. Ecco fatto, niente aghi, nessuna traccia di sangue, nessun rischio di contrarre sindromi nefaste, nessuna stigmate sociale da eroinomane, se mai l&#8217;illusione di appartenere ad una folta schiera di personaggi  tra i quali si possono certamente riconoscere vip, attori,  calciatori, presidenti, insomma quelli che ci vengono reclamizzati come vincenti. Farsi di cocaina oggi è terribilmente semplice e a buon mercato, e sebbene si assista ad un crescente allarme e presa di coscienza attorno ai rischi connessi a questa sostanza, il fenomeno cocainomania continua la sua inesorabile espansione. Ma come si è arrivati a tutto questo? Ma la coca non era una pianta sudamericana utilizzata e masticata dalle popolazioni indigene durante le loro ritualità? Ma chi diamine ce l&#8217;ha portata dalle nostre parti? Vi sorprenderà  sapere che tra i primi sostenitori e diffusori dell&#8217;alcaloide in occidente possiamo placidamente riconoscere il veneratissimo Sigmund Freud. Quella che segue è una breve prefazione de me  scritta  per una ri-edizione del celebre saggio freudiano  Uber Coca, sua prima, inestimabile pubblicazione. &#8220;Nella mia ultima depressione ho fatto uso di cocaina e una piccola dose mi ha portato alle stelle in modo fantastico. Sto ora raccogliendo del materiale per scrivere un canto di preghiera a questa magica sostanza&#8221; Tali entusiastiche parole non appartengono a nessuna rock star degenerata né sono riconducibili ad uno dei tanti tossici durante la sua luna di miele con la sostanza. Può apparire paradossale, ma questa non è una lettera appassionata firmata   Diego Armando Maradona, trattasi invece di un prezioso carteggio intrattenuto dal Dottor Sigmund Freud con la sua signora:<em> Martha Bernays</em> . A Vienna correva l&#8217;anno 1884. Dovrà ancora passare del tempo prima che Freud incominci a frequentare le pionieristiche lezioni del Professor Charcot presso l&#8217;università della Sorbona, ancora non è al corrente dei fenomeni ipnotici e dissociativi, l&#8217;isteria non rappresenta affatto il centro dei suoi interessi,ergo teoria e metodo psicoanalitici  sono ben lungi dall&#8217;essere partoriti. Possiamo serenamente dire che all&#8217;epoca il giovane dottore, né aveva trovato una precisa collocazione all&#8217;interno del panorama medico &#8211; scientifico, né era riuscito  dare alla sua vita professionale e di coppia sufficiente stabilità. Certo niente di paragonabile alle difficoltà che un giovane di oggi deve incontrare per poter guardare al futuro con un minimo di tranquillità, ma è certamente interessante notare come l&#8217;incontro del padre della psicoanalisi con la cocaina va a collocarsi in una fase non facile e turbolenta della sua vita.</p>
<p>Si  laurea con sensibile ritardo in medicina (1881) e si trasferisce Inghilterra, poco dopo torna a Vienna dove si dedica alla studio e alla ricerca in zoologia. Quest&#8217;ultima disciplina lo lascia piuttosto insoddisfatto, decide allora di cambiare e concentrare i suoi sforzi nella fisiologia. In questo periodo della sua esistenza si applicherà alle seguenti branche mediche: neurologia, istologia, dermatologia, persino l&#8217;oftalmologia riuscirà a solleticare i suoi interessi. Ad ogni modo il successo ed i riconoscimenti ai quali Freud sarà destinato non si concederanno mai attraverso queste materie. E se dal punto di vista professionale la situazione non si è ancora del tutto definita,  il giovane sembra avere non trascurabili fragilità anche sul versante mentale. Come è noto a quel tempo Freud soffriva di depressione, fatica cronica ed altri sintomi  di natura nevrotica. E&#8217; quindi legittimo pensare che il rapporto dell&#8217;autore  con la sostanza andasse ben al di là di un semplice interesse scientifico per essa,  e che la cocaina rappresentasse piuttosto un possibile rimedio ai suoi disagi. Non a  caso  Freud si rivolge così alla fidanzata in una lettera  del 21 Aprile del 1884: &#8220;Ho letto della cocaina (&#8230;.) Me ne sto procurando un po&#8217; per me e poi vorrei provarla per curare le malattie cardiache e gli esaurimenti nervosi&#8230;&#8221;</p>
<p><span id="more-99"></span></p>
<p>A questo punto  asserire che il  saggio tra le vostre  mani : &#8221; Uber Coca&#8221;, sia esclusivamente un trattato scientifico di fine ottocento sarebbe a dir poco riduttivo. Ciò che dà spessore a questo volume, esattamente come ad una seduta di psicoterapia,  è il non detto anzi, visto che all&#8217;epoca non si conoscevano ancora gli effetti devastanti della sostanza, il non saputo. Sullo sfondo di una  pubblicazione scientifica serpeggia ammiccante  l&#8217;uso personale di Freud della cocaina, i suoi effetti esaltanti ed  euforici  si percepiscono dai toni insolitamente entusiastici  adottati dal medico per la stesura di un saggio, la percezione illusoria di energia ed infaticabilità che accompagna il consumo di quest&#8217; alcaloide è testimoniata dai tempi brevissimi con i quali il testo viene pubblicato. Freud  infatti assume la prima dose di cocaina nel mese di Aprile 1884 e a Giugno dello stesso anno consegna all&#8217;editore la stesura finale del suo lavoro. Difficile pensare ad un depresso ed astenico che scrive una trattazione scientifica con ritmi così spediti senza il sostegno continuativo di qualche &#8220;stimolante&#8221;. Ma questo scritto potrebbe suggerire al lettore conclusioni affrettate se, proprio chi legge, alla luce di ciò che oggi è la cocaina, non si sforzasse di vedere Freud come un uomo del suo tempo. Se utilizzare in dosi crescenti cocaina per almeno tre anni, somministrarla con amore alla propria compagna, prescriverla  ai propri pazienti, fare pressione persino sugli  amici più cari affinché si convincano della sua bontà, se questi interessanti scorci sulla vita di Freud, non servissero altro che a dipingerlo come un cocainomane, questo libro non avrebbe assolto alla sua funzione. Parlare del ventottenne Freud come di un cocainomane, non dico sia del tutto sbagliato, di certo risulta  inutile ed insufficiente dal punto di vista  storiografico. Sostengo questo, non per timore reverenziale nei suoi riguardi (atteggiamento assai diffuso soprattutto tra i suoi allievi e discepoli), ma per l&#8217;impossibilità di utilizzare una tale diagnosi in un momento storico dove i sintomi legati ad un uso prolungato della cocaina erano del tutto sconosciuti  all&#8217;intera comunità scientifica, Sigmund  Freud compreso.</p>
<p>Il concetto stesso di cocainomania, nella sua odierna connotazione , con le sue implicazioni morali e ripercussioni sociali, aveva ancora da nascere. Di conseguenza allargare la prospettiva di osservazione, non solo alle vicissitudini personali del giovane e depresso dottor Freud, ma al contesto sociale in cui era immerso, è d&#8217;imprescindibile importanza per comprendere l&#8217;esperienza di un uomo alle prese con una misteriosa ed esotica polverina bianca detta coca. In effetti  ciò che un occidentale poteva sapere della cocaina sul finire del  diciannovesimo secolo si riassume piuttosto brevemente: niente di male. Ecco quindi come la coca sbarcò in Europa per poi finire nell&#8217;augusto corpo di Freud. I primi studi tossicologici dotati di rilevanza scientifica sull&#8217;uso della cocaina  si registrano soltanto a partire dalla seconda metà dell&#8217;Ottocento, quando Paolo Mantegazza, eccentrico dottore  in patologia generale ed antropologia, pubblicava la sua opera (1859) con la seguente titolazione:  &#8220;Sulle virtù igieniche e medicinali della cocaina e degli alimenti nervosi in genere&#8221;. Il brillante saggio riscosse un successo straordinario  trasformandosi nel primo veicolo di promozione del &#8220;miracoloso&#8221; stimolante sudamericano.  A questo punto, ispirato  dalla promettente opera di Mantegazza, Angelo Mariani, un chimico farmacista dotato di grande e lungimirante senso del profitto, proponeva  sul mercato una bevanda ottenuta con coca sciolta in vino: il Vin Mariani. Era il 1863 e la bibita dall&#8217;eccezionali virtù tonificanti  riuscì persino ad aggiudicarsi il favore della classe medica che iniziò a somministrala neanche fosse la panacea. Il vin Mariani si riteneva un ottimo rimedio, utile nel sollevare il morale ai depressi e di curare praticamente ogni genere di disturbo fisico accusato dalla gente, dal mal di gola alle affezioni nervose, dall&#8217;impotenza all&#8217;insonnia, dall&#8217;anemia alle febbri, fino ad essere promosso come cura per i morbi di tipo contagioso. Ben presto Mariani fu acclamato  come un benefattore indiscusso della società, tanto che il papa in persona (Leone XIII) omaggiò il chimico corso della medaglia d&#8217;oro in segno di sincera gratitudine. A questo punto se la scienza aveva sancito la legittimazione e l&#8217;efficacia clinica della coca, con il vin Mariani, la sostanza  inizia a muovere i primi e decisivi passi verso la grande distribuzione  e commercializzazione. Volendo ironizzare potremmo dire che Mariani è stato il primo grande narcotrafficante della storia. Ad ogni modo la diffusione legale della coca dovrà ancora conoscere il suo periodo di massimo splendore e popolarità, perché è solo nel 1885 (l&#8217;anno successivo alla pubblicazione del saggio freudiano) che John Pemberton, un altro farmacista, deciderà di lanciare a Mariani la sua sfida. Il mondo intero potrà finalmente godere della sferzante energia  di coca-cola, frizzante, analcolica, ricca di caffeina, agrumi, pregiati oli essenziali e direttamente dalle migliori piantagioni sudamericane: cocaina pura. Ironizzando  ancora di più, se Mariani è stato il primo narcotrafficante di coca, diventa invisibile al cospetto dell&#8217;industria  coca cola, una sorta di  Escobar d&#8217; altri tempi. A cavallo tra il milleottocento ed il millenovecento milioni di persone, assumeranno così, innocentemente, quotidianamente, terapeuticamente, legalmente, cocaina. Attorno ad essa si concentrarono con fulminante rapidità l&#8217;entusiasmo e la curiosità della ricerca e l&#8217;interesse speculativo di case farmaceutiche ed industria.</p>
<p>E Freud?<br />
Freud non rappresenta un eccezione, come uomo  del suo tempo cercava soltanto  di alleviare i suoi mali  utilizzando una &#8220;sostanza magica&#8221;, come uomo di scienza e come precursore tenterà di promuovere  la cocaina attraverso  uno studio approfondito ed una attenta verifica sperimentale. Alla fine, pur ottenendo iniziali miglioramenti sul versante personale, ed importanti contributi teorici, fallirà sotto entrambi i profili. Non senza difficoltà e dopo lunghi anni di consumo dovrà interrompere il rapporto con l&#8217;alcaloide  non certo risolutivo  nell&#8217;estinguere le sue problematiche, o comunque meno efficace di una psicoanalisi. In aggiunta, e cosa ben più pesante per il suo Super-io, subirà lo smacco narcisistico di ritrattare  di fronte alla comunità scientifica viennese le conclusioni alle quali era approdato con il suo lavoro. Ecco perché questo libro, allo stessa maniera dei farmaci,  dovrebbe essere gustato previa lettura delle indicazioni all&#8217;uso. Uber coca se adoperato superficialmente, può avere l&#8217;effetto collaterale di fuorviare, tanto sulla cocaina quanto su Freud. All&#8217;improvviso, forti delle argomentazione freudiane sul tema, sniffare cocaina potrebbe apparirci insolitamente allettante, anzi visto che quella fastidiosa depressione non né vuole sapere di abbandonarci, si potrebbe seriamente prendere in considerazione qualche striscia di coca. Prima di somministrare cocaina alla moglie o di organizzare le prossime vacanze in Colombia,  sarebbe opportuno rammentare alla luce di quali conoscenze l&#8217;autore scrisse questo trattato e le conseguenze che egli stesso soffrì. Ne cito alcune: il patologo ed amico Ernst Fleischl, al quale Freud suggerì di curarsi con buone dosi di cocaina, diventerà  tristemente noto alla storia come il primo caso di psicosi cocainica. Morirà in seguito ad un pesante aggravamento del suo quadro clinico, in preda a terribili allucinazioni sensoriali e deliri persecutori, costretto ad iniettarsi per via sottocutanea fino ad un grammo di cocaina al giorno, dose cento volte superiore a quella di partenza. Il destino di Fleischl accomunerà presto un numero sempre maggiore di ex-morfinomani e cocainomani, spingendo infine la comunità medica ad abbandonare il ricorso a questo rimedio. Contro Freud si scaglierà il giudizio del mondo scientifico che non esiterà a marchiarlo con l&#8217;infamante accusa di aver scatenato sull&#8217;umanità quel &#8220;terzo flagello&#8221;che era la cocainomania (gli altri due erano l&#8217;alcolismo e il morfinismo). Con la questione della cocaina si apre così una lacerazione con la classe scientifica viennese che Freud non rimarginerà più, anzi, potrà soltanto approfondire con la rivoluzione psicoanalitica. Eccoci ad un altro effetto collaterale di Uber Coca: il lettore potrebbe trincerarsi in una posizione di biasimo ed indignazione, potrebbe limitarsi ad accusare Freud, screditarlo, additarlo, sminuirlo o peggio ancora fargli interpretare il ruolo di capro espiatorio come fecero i suoi colleghi più di cento anni or sono. Sigmund Freud rischierebbe di apparire un povero cocainomane esaltato, invece di uno sperimentatore con pochi mezzi. Uber coca può diventare pericoloso se si trasforma in uno strumento per svuotare Freud dei suoi meriti e delle sue intuizioni coraggiose, a volte geniali, a volte disastrose.  Ma qui entriamo in un discorso che va aldilà del suo celebre trattato giovanile. Parliamo di un destino che perseguiterà Freud per tutta la vita ed oltre, quello di essere circondato quasi sempre o da adoratori ottusi ed incapaci di evolvere un pensiero personale o da inquisitori prezzolati che non vedono l&#8217;ora di gettare fango su una figura alla quale devono molto.</p>
<p>Perciò attento caro lettore, maneggia con cautela.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/99/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=99&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2008/12/22/freud-e-la-cocaina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/12/vinmariani1.jpg?w=238" medium="image">
			<media:title type="html">vinmariani1</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Adolescenza e televisione</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2008/10/22/adolescenza-e-televisione/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2008/10/22/adolescenza-e-televisione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 12:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=83</guid>
		<description><![CDATA[Il consumo televisivo da parte dei teenager dal 1997 a oggi è aumentato di circa il 75%. Nel 1997 guardava la tv più di 3 ore al giorno il 19% degli adolescenti, oggi questa percentuale sfiora il 30%. Parallelamente, si è dimezzo il numero di adolescenti che guarda meno di 1 ora di tv al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=83&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/televisione1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-85" title="televisione1" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/televisione1.jpg?w=300&h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il consumo televisivo da parte dei teenager dal 1997 a oggi è aumentato di circa il 75%. Nel 1997 guardava la tv più di 3 ore al giorno il 19% degli adolescenti, oggi questa percentuale sfiora il 30%. Parallelamente, si è dimezzo il numero di adolescenti che guarda meno di 1 ora di tv al giorno. E questo aumento di &#8216;video dipendenza&#8217; incide molto sia sull&#8217;aumento del consumo di alcol tra i giovanissimi, sia sulla moltiplicazione di fenomeni come il bullismo. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;indagine presentata al 64esimo congresso nazionale della Società italiana di pediatria, che si chiude oggi a Genova, su &#8216;Abitudini e stili di vita degli adolescenti&#8217;, che la Sip svolge dal 1997, su un campione nazionale di 1200 studenti di terza media. L&#8217;indagine ha evidenziato, in particolare, che tra chi vede più di tre ore di tv al giorno a chi ne vede meno c’è una nettissima differenza, in peggio, nei comportamenti e nello stile di vita. &#8220;Sia in ambiti nei quali era prevedibile aspettarselo, spiegano i pediatri, come sudditanza dalla pubblicità, aumento dell’aggressività, maggiore insoddisfazione del proprio aspetto fisico, sia in ambiti meno prevedibili, con un netto aumento nel consumo di sostanze alcoliche, fumo e droga, peggiore qualità della alimentazione, rapporti più rarefatti con gli adulti&#8221;. Spiega il vice presidente della Sip, Gianni Bona: “A incidere negativamente non è solo la quantità di televisione, ma anche la qualità. La Tv popone sempre più modelli fisici e comportamentali basati su una scala di valori decisamente discutibile: bellezza, coraggio, forza, ricchezza, invincibilità, che condiziona inevitabilmente gli adolescenti sia nel rapporto con il mondo degli adulti che con il gruppo dei pari. A questo si aggiunge l’overdose di spot pubblicitari che a dispetto di codici di comportamento e autoregolamentazione che si sono succeduti negli anni continuano ad aumentare”. Ai tempi di &#8216;Carosello&#8217; la quasi totalità della pubblicità trasmessa dalla tv era concentrata in quei 5 &#8216;siparietti&#8217; da poco più di un minuto l’uno. Oggi, secondo le rilevazioni effettuate dalla Società italiana di pediatria, &#8220;Italia 1, la rete più seguita dagli adolescenti italiani, nella fascia oraria pomeridiana, che dovrebbe essere protetta, di spot ne trasmette circa 50 ogni ora. Facendo semplici calcoli risulta che se uno spettatore guardasse solo 2 ore di questa emittente nella fascia oraria pomeridiana in un anno vedrebbe oltre 35.000 spot pubblicitari&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"></p>
<div class="WgoR0d"></div>
<p></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=83&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2008/10/22/adolescenza-e-televisione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/televisione1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">televisione1</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il robot psicologo e la riabilitazione psicomotoria</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2008/10/09/il-robot-psicologo-e-la-riabilitazione-psicomotoria/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2008/10/09/il-robot-psicologo-e-la-riabilitazione-psicomotoria/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 12:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ictus]]></category>
		<category><![CDATA[Raibilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=76</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;articolo che segue è tratto da Sanità News: Al Politecnico di Milano è stato realizzato una sorta di robot psicologo, in grado di interpretare lo stato emotivo delle persone, di leggere l&#8217;ansia, lo stress, la noia o il livello di attenzione. Il risultato e&#8217; stato ottenuto dal prototipo sviluppato presso il Laboratorio di intelligenza artificiale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=76&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/corto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-77" title="corto" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/corto.jpg?w=455" alt=""   /></a></p>
<p>L&#8217;articolo che segue è tratto da Sanità News:</p>
<p>Al Politecnico di Milano è stato realizzato una sorta di robot psicologo, in grado di interpretare lo stato emotivo delle persone, di leggere l&#8217;ansia, lo stress, la noia o il livello di attenzione. Il risultato e&#8217; stato ottenuto dal prototipo sviluppato presso il Laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico, all&#8217;interno di un progetto in collaborazione con l&#8217;Iit (Istituto italiano di tecnologia), la Fondazione Maugeri di Pavia e l&#8217;ateneo milanese. Lo scopo del progetto è di fornire un ausilio nella riabilitazione robotizzata delle persone colpite da ictus, che hanno spesso problemi motori agli arti e devono quindi sottoporsi a lunghe sessioni di fisioterapia. Il robot e&#8217; in grado di valutare le emozioni del paziente attraverso l&#8217;utilizzo di sensori non invasivi applicati sul corpo, che rilevano e misurano le attivita&#8217; fisiologiche del soggetto sottoposto alla terapia robotizzata. Questo permetterà un monitoraggio piu&#8217; preciso dello stato del paziente e una scelta piu&#8217; mirata dei trattamenti riabilitativi da utilizzare a seconda dei casi e delle risposte del singolo individuo. Il robot dovra&#8217; infatti adattare il suo comportamento e il trattamento, tenendo in considerazione lo stato emotivo del paziente e la valutazione obiettiva della qualita&#8217; del processo riabilitativo in corso. Attraverso una manopola collegata al robot vengono interpretate le emozioni del malato, analizzando i dati dei sensori che sono in grado di rilevare l&#8217;attivita&#8217; muscolare, il ritmo polmonare, la sudorazione, la pressione cardiaca e l&#8217;attivita&#8217; elettrica del cuore. Il tutto per offrire una riabilitazione sempre più efficace ed adatta alle esigenze di ogni paziente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/76/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=76&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2008/10/09/il-robot-psicologo-e-la-riabilitazione-psicomotoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/corto.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">corto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lo psicologo e il diritto</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2007/10/25/lo-psicologo-e-il-diritto/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2007/10/25/lo-psicologo-e-il-diritto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 15:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo a Prato; Psicologo Forense; perizia e consule]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/2007/10/25/lo-psicologo-e-il-diritto/</guid>
		<description><![CDATA[Salve a tutti, sono davvero molto felice di avere iniziato questa avventura nel blog di Psicologi a Prato. L&#8217;intento primario che, mi auguro, tali pagine consentiranno di raggiungere è quello di far conoscere la psicologia ai molti che, ancora oggi, non la conoscono bene o a coloro i quali (ahimé, sono la maggioranza) hanno un&#8217;idea [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=16&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0;"><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2007/10/giustizia.jpg" title="giustizia.jpg"><img src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2007/10/giustizia.thumbnail.jpg?w=455" alt="giustizia.jpg" /></a></p>
<p style="margin:0;">Salve a tutti,</p>
<p style="margin:0;">sono davvero molto felice di avere iniziato questa avventura nel blog di Psicologi a Prato. L&#8217;intento primario che, mi auguro, tali pagine consentiranno di raggiungere è quello di far conoscere la psicologia ai molti che, ancora oggi, non la conoscono bene o a coloro i quali (ahimé, sono la maggioranza) hanno un&#8217;idea un po&#8217; &#8220;vecchia&#8221; della psicologia. Oggi, infatti, questa disciplina intrattiene rapporti proficui e di grande interesse con vari campi del sapere umano e vari settori scientifici (dalla medicina al diritto, dall&#8217;architettura alla biologia). Ciò, di conseguenza, crea le premesse perchè nuove figure professionali all&#8217;interno dell&#8217; &#8220;universo psicologia&#8221; nascano ed operino con professionalità e rigore scientifico. Iniziamo, così, a parlare e a conoscere, senza pretendere di essere del tutto esaustivi, queste nuove figure professionali, iniziando da quella dello psicologo forense.</p>
<p style="margin:0;"><span id="more-16"></span>Innanzitutto, cos&#8217;è la Psicologia Forense? Questa disciplina raccoglie conoscenze appartenenti la Psicologia, la Psicopatologia e il Diritto, nonché metodologie precipue necessarie ad effettuare perizie nell&#8217;ambito Civile e in quello Penale.</p>
<p class="MsoNormal">Come la cronaca nera, anche di recente attualità (Rignano Flaminio per fare un&#8217;esempio), porta violentemente alle nostre coscienze di essere umani, in primis, e di psicologi poi, dobbiamo sempre tenere presente l&#8217;importanza del ruolo che, in un determinato contesto, andiamo a ricoprire, e, di conseguenza, le implicazioni che tale ruolo comporta. Nell&#8217;ambito giuridico, lo psicologo spesso è chiamato ad eseguire valutazioni in campo minorile (ad esempio, abusi di minore) e solamente un&#8217;adeguata preparazione in questo specifico settore può aiutare veramente il giudice a prendere una decisione. Ecco perché la Psicologia Forense non può essere improvvisata.</p>
<p><span>Vediamo, allora, cosa può fare lo Psicologo Forense.</span></p>
<p><span>- Libero professionista CTU, CTP</span></p>
<p><span>- Esperto presso i Tribunali Ordinario, Penale, Civile e Minorile (art. 9 dpr 22 sett. 1988 n. 448)</span></p>
<p><span>- Esperto presso i Tribunali di sorveglianza (art. 70 legge 345 con modificazione art.22, legge 18 ott. 1986 n. 663 integrato dall&#8217;art. 80 dell&#8217;Ordinamento penitenziario)</span></p>
<p style="line-height:150%;" class="MsoNormal"><span style="line-height:150%;">- Consulente dei centri per la Giustizia minorile (art.7 comma 6, D.L. 28 lug. 1989, n. 272- centri per la giustizia minorile)</span></p>
<p style="line-height:150%;" class="MsoNormal">Prossimamente, approfondiremo questi aspetti, auspicando di poter far nascere l&#8217;interesse (o quantomeno la curiosità) a quanti leggeranno queste poche righe.</p>
<p style="line-height:150%;" class="MsoNormal">A presto</p>
<p style="line-height:150%;" class="MsoNormal">Dr. Iglis Innocenti</p>
<p><span style="font-family:'Book Antiqua';"></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/16/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=16&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2007/10/25/lo-psicologo-e-il-diritto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2007/10/giustizia.thumbnail.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">giustizia.jpg</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Abate a Prato</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2007/10/22/labate-a-prato/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2007/10/22/labate-a-prato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 13:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[l'abate]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/2007/10/22/labate-a-prato/</guid>
		<description><![CDATA[Venerdì scorso presso i locali del C.S.A.P.R. Luciano L&#8217;Abate ha tenuto un interessante quanto originale seminario su quello che è, e soprattutto sarà, il ruolo del terapeuta nella psicoterapia. Il professore americano (di evidenti origini italiane) sostiene che tra qualche tempo l&#8217;intervista e il contatto vis a vis tra terapeuta e paziente sarà superfluo e, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=7&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2007/10/labate-image3.jpg" title="labate-image3.jpg"><img src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2007/10/labate-image3.thumbnail.jpg?w=455" alt="labate-image3.jpg" /></a></p>
<p>Venerdì scorso presso i locali del C.S.A.P.R. <a href="http://images.google.com/imgres?imgurl=http://mentalhealthhelp.com/images/L%27Abate%2520image3.jpg&amp;imgrefurl=http://mentalhealthhelp.com/foundrs.html&amp;h=893&amp;w=601&amp;sz=55&amp;hl=en&amp;start=1&amp;sig2=bbknYpNDS__khWkmWifIsw&amp;um=1&amp;tbnid=5pmC1jW6KpZ4YM:&amp;tbnh=146&amp;tbnw=98&amp;ei=0accR_iTEKauwAGpwPnbBw&amp;prev=/images%3Fq%3Dluciano%2Bl%2527abate%26ndsp%3D21%26svnum%3D10%26um%3D1%26hl%3Den%26sa%3DN">Luciano L&#8217;Abate</a> ha tenuto un interessante quanto originale seminario su quello che è, e  soprattutto sarà, il ruolo del terapeuta nella psicoterapia. Il professore americano (di evidenti origini italiane) sostiene che tra qualche tempo l&#8217;intervista e il contatto <em>vis a vis</em> tra terapeuta e paziente sarà superfluo e, grazie alle nuove tecnologie (internet su tutte) sarà possibile fare terapia a distanza semplicemente scrivendosi. Personalmente vedo come troppo ottimistiche le previsioni del&#8217;esimio collega che arriva addirittura a &#8220;standardizzare&#8221; la cura in procedure per tutti uguali (a seconda del tipo di patologia), come se la storia che promuove il sintomo fosse la stessa per ognuno di noi. E&#8217; stato comunque interessante sentire una voce nuova, fuori dal coro. Forse troppo.</p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/7/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&#038;blog=1945136&#038;post=7&#038;subd=psicologiaprato&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2007/10/22/labate-a-prato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2007/10/labate-image3.thumbnail.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">labate-image3.jpg</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
