<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Psicologo a Prato &#187; Adolescenza</title>
	<atom:link href="http://psicologo-prato.com/category/adolescenza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://psicologo-prato.com</link>
	<description>Il cambiamento non è soltanto necessario per la vita. E' la vita.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2012 15:59:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='psicologo-prato.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Psicologo a Prato &#187; Adolescenza</title>
		<link>http://psicologo-prato.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://psicologo-prato.com/osd.xml" title="Psicologo a Prato" />
	<atom:link rel='hub' href='http://psicologo-prato.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Steve Jobs e il suo discorso alla Stanford University</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2011/10/07/steve-jobs-e-il-suo-discorso-alla-stanford-university/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2011/10/07/steve-jobs-e-il-suo-discorso-alla-stanford-university/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Discorso]]></category>
		<category><![CDATA[Stanford University]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologo-prato.com/?p=337</guid>
		<description><![CDATA[Ieri, 6 ottobre 2011 è morto Steve Jobs, un uomo che ha saputo entrare nella vita di milioni di persone, modificandone abitudini e comportamento. Noi vorremmo rendergli omaggio pubblicando il testo integrale del suo famoso discorso tenuto davanti ad una platea di neo-laureati della Stanford University; ma non lo pubblichiamo in questo sito solo per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=337&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2011/10/schermata-2011-10-07-a-12-40-12.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-338" title="Steve Jobs" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2011/10/schermata-2011-10-07-a-12-40-12.png?w=455&#038;h=359" alt="" width="455" height="359" /></a></p>
<p>Ieri, 6 ottobre 2011 è morto Steve Jobs, un uomo che ha saputo entrare nella vita di milioni di persone, modificandone abitudini e comportamento. Noi vorremmo rendergli omaggio pubblicando il testo integrale del suo famoso discorso tenuto davanti ad una platea di neo-laureati della Stanford University; ma non lo pubblichiamo in questo sito solo per ricordare il grande ideatore che fu, ma anche e soprattutto perché è un bel discorso, un bel modo di raccontarsi e un testo pieno di speranza e umanità. E&#8217; senza dubbio un testo terapeutico e speriamo che ognuno di voi sappia trarre qualcosa da queste belle parole.</p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti &amp; Dott. Ettore Bargellini</p>
<blockquote><p>&#8220;È per me un onore essere qui con voi, oggi, alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per essere onesto, questa è l’esperienza più vicina ad una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.</p>
<p><strong>La prima storia: unire i puntini</strong></p>
<p>Lasciai il Reed College dopo il primo semestre, ma continuai a frequentare in maniera ufficiosa per circa 18 mesi prima di abbandonare definitivamente. Perché mollai?</p>
<p>Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata e decise di darmi in adozione. Credeva fortemente che avrei dovuto essere cresciuto da persone laureate e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare alla nascita da un avvocato e da sua moglie. Quando arrivai al mondo, però, loro decisero all’ultimo minuto che preferivano una bambina. Così i miei genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte: “<em>C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?</em>”. Loro risposero: “<em>Certamente</em>”. Solo dopo, mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Accettò di farlo mesi dopo, solo quando i miei genitori promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.</p>
<p>Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso tanto quanto Stanford e tutti i risparmi dei miei genitori finirono nelle tasse universitarie. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, a spendere tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando una vita intera. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Era piuttosto spaventoso all’epoca, ma guardandomi indietro è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo stesso in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi entusiasmavano e cominciai invece a frequentare quelli che trovavo più interessanti.</p>
<p>Non fu tutto rose e fiori. Non avevo più una camera nel dormitorio ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al negozio le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. E tutte le domeniche camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente l’unico buon pasto della settimana all’Hare Krishna. Adoravo tutto questo. E quello che trovai seguendo la mia curiosità e la mia intuizione risultò, solo dopo, essere senza prezzo.</p>
<p>Vi faccio subito un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la migliore formazione del Paese in calligrafia. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con grafie bellissime. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri serif e sans serif, la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, quello che rende eccezionale un’eccezionale stampa tipografica. Era bello, storico, artistico e raffinato in un modo che la scienza non è in grado di offrire e io ne ero completamente affascinato.</p>
<p>Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, tutto quello che avevo imparato mi tornò utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una bellissima tipografia. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi mai partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto caratteri tipografici differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non avrei mai frequentato quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità tipografiche che ora hanno. Chiaramente, quando ero al college, era impossibile unire i puntini guardando al futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardarmi indietro.</p>
<p>Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro. Dovete aver fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e ha sempre fatto la differenza nella mia vita.</p>
<p><strong>Seconda storia: l’amore e la perdita</strong></p>
<p>Io sono stato fortunato: ho trovato molto presto quello che amo fare. Io e Woz fondammo la Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Lavorammo duramente e in 10 anni Apple, da quell’azienda fatta di noi due e un garage, si è trasformata in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima realizzavamo la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io compivo 30 anni. L’anno seguente fui licenziato.</p>
<p>Come si fa ad essere licenziati dall’azienda che tu stesso hai creato? Facile: quando Apple divenne più grande, assunsi qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me e per il primo anno le cose andarono molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro cominciarono a divergere e alla fine arrivammo ad uno scontro. Quando questo successe, la commissione dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni, io ero fuori. E in maniera piuttosto plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era perso e io devastato.</p>
<p>Per alcuni mesi non seppi assolutamente che cosa fare. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu talmente un fallimento pubblico che presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: amavo ancora quello che avevo fatto. Ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato di un bit questo amore. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.</p>
<p>Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato dalla Apple era stata la miglior cosa che mi potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un’altra azienda chiamata Pixar e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar produsse il primo film d’animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più famoso al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, la Apple comprò NeXT, io ritornai alla Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è ora il cuore dell’attuale rinascita di Apple. E io e Laureen abbiamo una meravigliosa famiglia.</p>
<p>Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno. Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Ma non perdete la fede. Sono convinto che l’unica cosa che mi trattenne dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quello che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre più bello con il passare degli anni. Perciò continuate a cercare finché non lo avrete trovato. Non vi accontentate.</p>
<p><strong>La terza storia: la morte</strong></p>
<p>Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “<em>Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione</em>”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “<em>Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?</em>”. E ogni qualvolta la risposta era “<em>no</em>” per troppi giorni di fila, capivo che c’era qualcosa che doveva essere cambiato.</p>
<p>Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai trovato per fare le grandi scelte della mia vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutte le paure di imbarazzi o fallimenti – svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore per non cadere nella trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.</p>
<p>Circa un anno fa mi fu diagnosticato un cancro. Alle sette e mezzo del mattino feci la scansione che mostrava chiaramente un tumore al pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che avrei avuto si e no 3 mesi di vita. Mi dissero di andare a casa e sistemare le mie faccende (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa che dovevo prepararmi a dire ai miei figli, in pochi mesi, tutto quello che pensavo di avere ancora una vita per dire. Significa che dovevo essere sicuro che tutto fosse organizzato in modo tale che per la mia famiglia fosse il più semplice possibile. Significa che dovevo dire i miei “<em>addii</em>”.</p>
<p>Vissi con il responso di quella diagnosi per tutto il giorno. Quella sera mi fecero una biopsia, in cui ti infilano un endoscopio giù per la gola, attraverso lo stomaco fino all’intestino per inserire un ago nel pancreas e prelevare alcune cellule del tumore. Io ero sotto anestesia, ma mia moglie – che era lì – mi raccontò che quando i medici videro le cellule al microscopio iniziarono a piangere, perché avevano appena scoperto che avevo una forma di cancro molto rara e curabile con un intervento chirurgico. Mi sottoposi all’intervento chirurgico e adesso sto bene.</p>
<p>Quella fu la volta in cui mi avvicinai di più alla morte e spero che, per qualche decennio, sia anche l’ultima. Essendoci passato, posso parlarvi adesso con un po’ più di certezza di quando la morte fosse per me solo un concetto astratto.</p>
<p>Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. Ma comunque la morte è la meta che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è come deve essere, perché molto probabilmente la morte è la più grande invenzione della vita. E’ l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Ora, il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico, ma è la pura verità.</p>
<p>Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. In qualche modo loro sanno che cosa volete veramente. Tutto il resto è secondario.</p>
<p>Quando ero ragazzo esisteva una meravigliosa rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci mise dentro tutto il suo tocco poetico. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e dell’editoria elettronica, quindi la rivista era interamente creata con macchine da scrivere, forbici e polaroid. Era una specie di Google in versione cartacea, 35 anni prima che Google fosse inventato: era idealistica, traboccante di strumenti chiari e concetti meravigliosi.</p>
<p>Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina di questo numero c’era una fotografia di una strada di campagna al mattino presto, quel tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete abbastanza avventurosi. Sotto la foto erano scritte queste parole: “<em>Stay Hungry. Stay Foolish</em>”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish. Grazie a tutti.</p>
<p><em>Steve Jobs</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/337/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/337/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/337/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=337&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2011/10/07/steve-jobs-e-il-suo-discorso-alla-stanford-university/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2011/10/schermata-2011-10-07-a-12-40-12.png" medium="image">
			<media:title type="html">Steve Jobs</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Educazione sessuale</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2009/07/02/educazione-sessuale/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2009/07/02/educazione-sessuale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 19:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[giovani e sesso]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo a Prato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologo-prato.com/?p=253</guid>
		<description><![CDATA[  Anno Domini 2009. E` di pochi giorni fa la notizia che la ASL di Milano ha deciso di rivolgere i corsi di educazione sessuale esclusivamente ai ragazzi con piu` di 16 anni di eta`. Tutti gli altri ne saranno esclusi. E` davvero sconsolante trovarsi ancora alle prese con decisioni e provvedimenti del genere. Viviamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=253&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-254" title="totemandtaboo[1]" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/07/totemandtaboo1.jpg?w=190&#038;h=300" alt="totemandtaboo[1]" width="190" height="300" /></p>
<p>Anno Domini 2009.</p>
<p>E` di pochi giorni fa la notizia che la ASL di Milano ha deciso di rivolgere i corsi di educazione sessuale esclusivamente ai ragazzi con piu` di 16 anni di eta`. Tutti gli altri ne saranno esclusi. E` davvero sconsolante trovarsi ancora alle prese con decisioni e provvedimenti del genere. Viviamo infatti in una societa` che ha trasformato il sesso e la comunicazione attorno ad esso  un elemento onnipresente ed una fonte di guadagno. Dal sottile ammiccamento al messaggio inequivocabile fino alla volgarita` piu` stupida e gratuita, la propaganda sessuale imperversa, senza senso e senza  sosta. In ogni angolo del palinsesto televesivo, nelle pubblicita`, nella retorica   cinematografica.  A questo punto rasenta davvero l` imbecillita` escludere l` educazione sessuale dalla proposta scolastica delegandola sempre di piu` a tutto cio` che sta fuori dell`istituzione scuola. Tutto questo assomiglia tristemente ad una resa. Essendo la scuola incapace di svincolarsi dai lacci moralistici e dalle ingerenze di chi continua a vedere nell` educazione sessuale un tabu` , allora,  fino a che uno studente non  avrà compiuto 16 anni, rinuncia all` argomento. Tace. Non e` necessario citare le innumerevoli ricerche epidemiologiche che ribadiscono come le prime attivita` sessuali si collochino ben prima dei 16 anni. Basterebbe togliersi il prosciutto dagli occhi e trovare il tempo e la voglia di guardare i ragazzi ed il loro ambiente attuale. Non voglio farne una questione politica ne` morale, penso sia giusto vedere e interpretare la sessualita` secondo i propri criteri e la propria cultura di riferimento. Ogni persona ha di certo il diritto di mantenere le proprie posizioni in merito al sesso prematrimoniale, alla masturbazione  o all`omosessualita . Ma parlare di EDUCAZIONE SESSUALE e` decisamente un`altra cosa. La divulgazione di tematiche fondamentali per la salute e lo sviluppo dei giovani come la profilassi, l`anatomia genitale,  l`igiene,  le malattie veneree e la loro trasmissione dovrebbero essere un dovere formativo e scientifico delle nostre istituzioni e non qualcosa di facoltativo e riservato ai quasi maggiorenni.</p>
<p style="text-align:right;">Dottor Bargellini,(Istanbul)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/253/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/253/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/253/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=253&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2009/07/02/educazione-sessuale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/07/totemandtaboo1.jpg?w=190" medium="image">
			<media:title type="html">totemandtaboo[1]</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Effetti della cannabis</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2009/06/29/effetti-della-cannabis/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2009/06/29/effetti-della-cannabis/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 10:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[Droga]]></category>
		<category><![CDATA[hashish]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologo-prato.com/?p=249</guid>
		<description><![CDATA[E’ vero, per intossicazione da marijuana o hashish non è mai morto nessuno. È vero anche che la pianta della canapa ha una miriade di utilizzi, i quali se venissero attuati su scala industriale, abbasserebbero di molto l’inquinamento dovuto al petrolio e ai suoi derivati. Credo anche nella demonizzazione che ne è stata fatta ad [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=249&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-250" title="cannabis" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/06/cannabis.jpg?w=250&#038;h=300" alt="cannabis" width="250" height="300" /></p>
<p>E’ vero, per intossicazione da marijuana o hashish non è mai morto nessuno. È vero anche che la pianta della canapa ha una <a title="Divertente video reggae sulla Marijuana" href="http://www.youtube.com/watch?v=rz4Uk9hha7s">miriade di utilizzi</a>, i quali se venissero attuati su scala industriale, abbasserebbero di molto l’inquinamento dovuto al petrolio e ai suoi derivati. Credo anche nella demonizzazione che ne è stata fatta ad opera di chi, dal petrolio aveva da guadagnare. <em>Ma assolutamente non credo nella sua innocuità quando usata come droga</em>. La diffusione di queste droghe tra i giovani e giovanissimi in Italia è cosa risaputa, si stima che 3 ragazzi su 5 entro i 18 anni l’abbiano provata almeno una <strong>volta (</strong><strong>e l&#8217;Italia, nella classifica del consumo di cannabis, detiene addirittura il record in Europa: è prima insieme alla Spagna, con l&#8217;11,2% della popolazione tra i 15 e i 64 anni che ne fa uso)</strong>. Gli effetti sulla psiche umana nell’immediato sono ben conosciuti e studiati:  Il THC si lega nel cervello ai recettori per l’anandamide, una sostanza organica; questi recettori si trovano nel cervello, nel cervelletto ed in alcuni nuclei del mesencefalo. Queste strutture partecipano ai processi di percezione e riconoscimento, alla memoria, allo stato d’animo e a funzioni intellettive e motorie superiori. Si capisce pertanto come mai il consumo di Marijuana si ripercuota negativamente e in modo dannoso proprio su queste funzioni alterandole. La piacevole sensazione di euforia, di distacco dalle cose quotidiane, il senso di leggerezza che la “canna” da a chi la fuma sono indubbi (a meno che non si verifichi un attacco di panico ad insorgenza indotta proprio dal THC). Cosi come è indubbia la tendenza ad abusarne di molte delle persone che ne fanno uso. Questo post allora non vuole essere una demonizzazione della pratica del fumare cannabis, ma vorrebbe essere un monito per chi consuma questa droga. Anni fa si credeva e si diceva che la cannabis era la porta d’accesso alle droghe pesanti e si commentava questo in modo estremamente stupido, asserendo che il 90% degli eroinomani era prima passato dagli spinelli <strong>(che è esattamente come dire che il 90% dei piloti di jet ha anche la patente per la macchina)</strong>. Così <a title="L'erba proibita commentato da Beppe Grillo" href="http://www.youtube.com/watch?v=MgHNUkmQLGM">campagne su campagne</a> che certo non hanno colpito il bersaglio perché colme di bugie e di esagerazioni. Oggi un dato è certo e cioè che come di qualunque altra sostanza l’abuso di cannabinoidi ha pesati ripercussioni sulla vita mentale e, prima ancora, sociale di chi ne fa uso, porta alla slatentizzazione di tratti di personalità paranoici può  accelerare l’insorgenza della schizofrenia (in chi è predisposto). In generale rallenta le capacità cognitive e compromette le capacità di analisi situazionale.  Tutto qua, ma vi garantisco che non è poco.</p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://psicologo-prato.com/2009/06/29/effetti-della-cannabis/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Lp1ap0ukdCc/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/249/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=249&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2009/06/29/effetti-della-cannabis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/06/cannabis.jpg?w=250" medium="image">
			<media:title type="html">cannabis</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Alcol e adolescenza</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2009/05/21/alcol-e-adolescenza/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2009/05/21/alcol-e-adolescenza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Alcol]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=146</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;incontro degli adolescenti con l&#8217;alcol è un momento sempre più precoce quanto preoccupante. Le ripercussioni del consumo in età giovanile di alcolici riguardano sia la sfera fisica, che psicologica, che sociale. Sul versante fisico l&#8217;aspetto deleterio riguarda soprattutto il fatto che l&#8217;organismo dei ragazzi non  possiede ancora gli enzimi necessari per elaborare l&#8217;alcol. Di conseguenza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=146&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-157" title="BOTERO" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/05/botero1.jpg?w=455&#038;h=568" alt="BOTERO" width="455" height="568" /> L&#8217;incontro degli adolescenti con l&#8217;alcol è un momento sempre più precoce quanto preoccupante. Le ripercussioni del consumo in età giovanile di alcolici riguardano sia la sfera fisica, che psicologica, che sociale. Sul versante fisico l&#8217;aspetto deleterio riguarda soprattutto il fatto che l&#8217;organismo dei ragazzi non  possiede ancora gli enzimi necessari per elaborare l&#8217;alcol. Di conseguenza questa sostanza va ad incidere con tutto il suo impatto sui giovani, e non ancora formati, tessuti nervosi e del fegato. Sul versante  psicologico gli effetti possono essere diversi, ed ovviamente hanno a che vedere con le modalità di reazione e di contenimento che i contesti attorno all&#8217; adolescente adottano. E&#8217; chiaro che  bere  alcol è un comportamento legittimato e sollecitato nella nostra cultura, di conseguenza, prima o poi,  ogni adolescente stabilirà un qualche contatto con essa. Negare questa possibilità con eccessiva rigidità sarebbe forse peggio. La questione  si gioca però sul versante dei bisogni psicologici e relazionali che la sostanza va ad appagare o a coprire. Una cosa è bere qualcosa ad una festa o magari per semplice spirito emulativo, un altra è bere per non sentire il peso di un disagio altrimenti insopportabile o per richiamare a se un genitore troppo assente. In questo aspetto, il contesto ( familiare e non solo) deve essere ben sintonizzato e capace di intervenire. Oltre all&#8217;informazione e alla prevenzione che gli adulti devono saper fare, è necessario  leggere e comprendere quali bisogni profondi l&#8217;effetto dell&#8217; alcol potrebbe incrociare. La famiglia, come primo sistema di riferimento dell&#8217;individuo, dovrebbe poi &#8221; sostituire&#8221; la relazione con l&#8217;alcol con relazioni alternative  ma allo stesso tempo appaganti all&#8217;interno dei propri schemi .Sono  diversi anni che mi occupo, presso uno dei molti club per alcolisti in trattamento a Prato, dell&#8217;intervento su questa realtà. La mia personale esperienza mi porta a ritenere  che proprio l&#8217; approccio familiare-ecologico (Hudolin) sia tra i più incisivi ed efficaci nel sollecitare il cambiamento verso un migliore stile di vita. Questo perchè vi è un coinvolgimento dell&#8217;intero sistema che ruota attorno a chi manifesta il problema.Il cambiamento viene così sollecitato attingendo da quelle che sono le risorse di ogni membro e modificandone eventuali dinamiche disfunzionali. Questo perchè i problemi alcol correlati, negli adolescenti soprattutto, si possono leggere ed affrontare meglio all&#8217;interno dei sistemi d&#8217;appartenenza entro i quali si sviluppano e si manifestano. Questo non significa che l&#8217;adolescente  non debba mettere a fuoco le proprie fragilità e  modificarsi in prima persona. Dico soltanto che quando un giovane beve troppo non solo lui, è coinvolto nel problema. L&#8217;attivazione del sistema famiglia,allora, può rappresentare lo strumento migliore per capire <em>i perchè</em> del bere ed <em>i come</em> smettere.</p>
<p style="text-align:right;">Dott. Ettore Bargellini</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/146/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=146&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2009/05/21/alcol-e-adolescenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2009/05/botero1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">BOTERO</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Teorie e Nichilismo</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2008/12/15/teorie-e-nichilismo/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2008/12/15/teorie-e-nichilismo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 14:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Galimberti]]></category>
		<category><![CDATA[nichilismo]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=95</guid>
		<description><![CDATA[« Ciò che io racconto è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene, ciò che non può fare a meno di venire: l&#8217;avvento del nichilismo. Questa storia può già ora essere raccontata; perché la necessità stessa è qui all&#8217;opera. Questo futuro parla già per mille segni, questo destino si annunzia dappertutto; per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=95&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:125%;font-style:normal;"><strong><span style="font-size:small;"><img class="alignnone size-full wp-image-96" title="galimberti" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/12/galimberti.jpg?w=455" alt="galimberti"   /></span></strong></span></p>
<p><em><span style="font-size:125%;font-style:normal;"><strong><span style="font-size:small;">«</span></strong></span> Ciò che io racconto è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene, ciò che non può fare a meno di venire: l&#8217;avvento del nichilismo. Questa storia può già ora essere raccontata; perché la necessità stessa è qui all&#8217;opera. Questo futuro parla già per mille segni, questo destino si annunzia dappertutto; per questa musica del futuro tutte le orecchie sono già in ascolto. Tutta la nostra cultura europea si muove in una torturante tensione che cresce da decenni in decenni, come protesa verso una catastrofe: irrequieta, violenta, precipitosa; simile ad una corrente che vuole giungere alla fine, che non riflette più ed ha paura di riflettere. </em><span style="font-size:125%;"><span style="font-size:small;"><strong><em>»</em>                                 </strong></span></span></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:125%;"><span style="font-size:small;">(</span></span><span style="font-size:125%;">Friedrich Nietzsche)</span></em></p>
<p> </p>
<p>Il Nichilismo come motore inconscio degli atti, altrimenti inspiegabili di alcuni dei giovani di oggi. Galimberi con lucidità e disincanto disegna una motivazione (nulla in realtà) al perché si gettano sassi dal calvalcavia, perché ci si accoltella per una tracklist, perché si da fuoco ad un barbone che dorme su di una panchina. Ne esce una ritratto amaro e sospeso. Le nuove generazioni come sacchi vuoti o come vuoti a rendere, incapaci di un emozione, incapaci di quella caratteristica fondamentale per il proseguio della specie che è l&#8217;empatia. Un buon testo su cui riflettere.</p>
<p>Dott. Cristiano Pacetti</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/95/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=95&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2008/12/15/teorie-e-nichilismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/12/galimberti.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">galimberti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Adolescenza e televisione</title>
		<link>http://psicologo-prato.com/2008/10/22/adolescenza-e-televisione/</link>
		<comments>http://psicologo-prato.com/2008/10/22/adolescenza-e-televisione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 12:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://psicologiaprato.wordpress.com/?p=83</guid>
		<description><![CDATA[Il consumo televisivo da parte dei teenager dal 1997 a oggi è aumentato di circa il 75%. Nel 1997 guardava la tv più di 3 ore al giorno il 19% degli adolescenti, oggi questa percentuale sfiora il 30%. Parallelamente, si è dimezzo il numero di adolescenti che guarda meno di 1 ora di tv al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=83&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/televisione1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-85" title="televisione1" src="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/televisione1.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il consumo televisivo da parte dei teenager dal 1997 a oggi è aumentato di circa il 75%. Nel 1997 guardava la tv più di 3 ore al giorno il 19% degli adolescenti, oggi questa percentuale sfiora il 30%. Parallelamente, si è dimezzo il numero di adolescenti che guarda meno di 1 ora di tv al giorno. E questo aumento di &#8216;video dipendenza&#8217; incide molto sia sull&#8217;aumento del consumo di alcol tra i giovanissimi, sia sulla moltiplicazione di fenomeni come il bullismo. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;indagine presentata al 64esimo congresso nazionale della Società italiana di pediatria, che si chiude oggi a Genova, su &#8216;Abitudini e stili di vita degli adolescenti&#8217;, che la Sip svolge dal 1997, su un campione nazionale di 1200 studenti di terza media. L&#8217;indagine ha evidenziato, in particolare, che tra chi vede più di tre ore di tv al giorno a chi ne vede meno c’è una nettissima differenza, in peggio, nei comportamenti e nello stile di vita. &#8220;Sia in ambiti nei quali era prevedibile aspettarselo, spiegano i pediatri, come sudditanza dalla pubblicità, aumento dell’aggressività, maggiore insoddisfazione del proprio aspetto fisico, sia in ambiti meno prevedibili, con un netto aumento nel consumo di sostanze alcoliche, fumo e droga, peggiore qualità della alimentazione, rapporti più rarefatti con gli adulti&#8221;. Spiega il vice presidente della Sip, Gianni Bona: “A incidere negativamente non è solo la quantità di televisione, ma anche la qualità. La Tv popone sempre più modelli fisici e comportamentali basati su una scala di valori decisamente discutibile: bellezza, coraggio, forza, ricchezza, invincibilità, che condiziona inevitabilmente gli adolescenti sia nel rapporto con il mondo degli adulti che con il gruppo dei pari. A questo si aggiunge l’overdose di spot pubblicitari che a dispetto di codici di comportamento e autoregolamentazione che si sono succeduti negli anni continuano ad aumentare”. Ai tempi di &#8216;Carosello&#8217; la quasi totalità della pubblicità trasmessa dalla tv era concentrata in quei 5 &#8216;siparietti&#8217; da poco più di un minuto l’uno. Oggi, secondo le rilevazioni effettuate dalla Società italiana di pediatria, &#8220;Italia 1, la rete più seguita dagli adolescenti italiani, nella fascia oraria pomeridiana, che dovrebbe essere protetta, di spot ne trasmette circa 50 ogni ora. Facendo semplici calcoli risulta che se uno spettatore guardasse solo 2 ore di questa emittente nella fascia oraria pomeridiana in un anno vedrebbe oltre 35.000 spot pubblicitari&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"></p>
<div class="WgoR0d"></div>
<p></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologiaprato.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologiaprato.wordpress.com/83/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologo-prato.com&amp;blog=1945136&amp;post=83&amp;subd=psicologiaprato&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://psicologo-prato.com/2008/10/22/adolescenza-e-televisione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3939fb36e2ffb7b340656495475e7965?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Dott. Cristiano Pacetti</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://psicologiaprato.files.wordpress.com/2008/10/televisione1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">televisione1</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
